Tagliatemi la vena centrale con una sega elettrica

Ecco lo sapevo che ascoltarlo di lunedi mi avrebbe rovinato la settimana. Già quando passai il primo album a Claudio gli dissi: va bene il giovedi o il venerdi pomeriggio, gli altri giorni sono rischiosi, o ti rovini la settimana o ti rovini il fine settimana. E non perché facesse schifo. Anzi, mi è piaciuto molto il primo album, semplicemente era abbastanza peso.

Prima di ascoltarlo ho avvisato Danilo che nel caso stasera non avesse avuto mie notizie avrebbe dovuto mandare un’ambulanza a casa mia.

E non ditemi che sono prevenuto. Ho visto il video del singolo il mese scorso e ho dovuto aspettare un bel po’ prima di ascoltare l’album perché mi dovevo ancora riprendere.

Trova l'intruso

Metto le cose in chiaro: mi sono iscritto a Myspace quasi quattro anni fa, e tra i primi profili in cui capitai c’era proprio quello di Vasco Brondi. Figo pensai, guarda questo scemo che cazzo urla. Mi piaceva, sapevo benissimo che dal punto di vista musicale era una merda, ma non me ne è mai fregato un cazzo della tecnica, è roba da metallari.

Qualche tempo dopo andai a vederlo all’Arteria e non mi fece nemmeno tanto schifo anzi, gli comprai anche il demo. Sei mesi dopo ovviamente usci il cd con le stesse identiche canzoni e i cinque euro me li potevo anche risparmiare, vabbè.

Comunque, questo disco, Per ora noi la chiameremo felicità, è uscito a novembre, e non è che da maggio 2008 a novembre scorso io abbia cambiato così tanto i miei gusti musicali. Però è veramente una merda.

Una sensazione di inutilità totale di cui non c’era assolutamente bisogno nel già decadente panorama italiano – non ho detto panorama musicale, ho detto solo decadente panorama italiano eh!

Ok che caparezza dice che il secondo album è sempre più difficile-e nella carriera di un’artista, ma non è neanche obbligatorio fare un secondo album mi sembra.

Mentre lo ascoltavo tenevo sott’occhio il libretto. La sensazione di inutilità è stata avvalorata da testi e grafiche simili alle copie ciclostilate dei volantini della minoranza maoista interna alla minoranza trotzkista dissidente degli scissionisti in antitesi con le idee in contrasto alla sinistra extraparlamentare.

Piccolo excursus: lo scorso anno, poco dopo l’uscita del libro che è identico ai libretti delle canzoni, andai al Modo Infoshop a sentire la lettura. Era pieno di gente, molta della quale fino a qualche mese prima dell’uscita del primo disco lo infamava e lo reputava un coglione. Poi è entrato nel giro giusto come diceva Bugo. E comunque era pieno di gente e non si vedeva un cazzo, però la voce era diffusa dagli altoparlanti. E sentire leggere quelle cose senza vedere la faccia di chi leggeva mi ha fatto sentire come in 1984 con il Grande Fratello che ti terrorizza con queste frasi apocalittiche che me ne sono tornato a casa quasi piangendo.

E si lo so, lo sto dicendo perché voglio fare il figo che quando la roba alternativa è troppo poco alternativa bisogna per forza parlarne male e blablablabla. Be se il discorso è questo allora dato che sono davvero alternativi ascoltatevi i Berserker e provate a parlarne bene. Non lo so, fate voi.

 

Sensazioni all’ascolto:

Che quando dice vieni a vedere l’avanzata dei deserti è la stessa identica cosa di quando urla andiamo a vedere le luci della centrale elettrica. Ma proprio identica. Skip a 1:25

A volte cambia gli accenti come Max Pezzali per far tornare la metrica (E’ la dura legge del gol fai un gran bel gioco però se non hai difesa gli altri se-gnà-nò e poi vin-cò-nò). Saremo andremo faremo, è molto certo del suo futuro il giovane. Skip a 1:35

Basta con il futuro, usa l’imperfetto ogni tanto cazzo. Skip a 1:38

È identica a quella di prima. Skip a 0:30 perché non si spostava bene il mouse

Basta con i copertoni bruciati e i lacrimogeni. Basta. Gli anni di piombo sono finiti. Una volta va bene, ma ora basta. Skip a 2:27

Skip a 0:18

Pensavo che questa forse..  e invece no. Skip a 1:06

Skip a 1:10 perché stavo salvando il file

I tuoi occhi e i soffitti, il paradiso le aziende e l’europa dell’est. Il muro di Berlino è crollato e i CCCP si sono sciolti. Lo dicevi ma non lo hai ancora capito i cccp non ci sono più,  Ferretti ama Ratzinger cazzo. Pankow è caduta. Skip dieci secondi prima della fine giusto per skippare.

Skip a 0:20

Stop, seleziona. Delete. Svuota cestino.

Ovviamente l’ho scaricato da emule.

 

Risposte preventive ai probabili commenti random della vostra mente a cui non perderò tempo a rispondere:

Prima dici che è uguale al primo e poi dici che fa schifo: Si è una copia orribile. Fa schifo.

Eh tu vuoi fare quello figo che dice ah quando lo ascoltavo io non lo ascoltava nessuno ora che è mainstream è diventato una merda: come detto prima ascoltatevi i Berserker. E comunque avesse fatto un altro disco che so, magari con qualche strumento o escursione pentagrammatica in più magari mi sarebbe piaciuto.

Eh solo perché tutti dicono che fa schifo ora anche tu dici che fa schifo: questa affermazione contraddice la precedente nel caso vi siate sentiti smerdati dalla risposta. No, mi fa schifo e basta.

Per ora voi la chiamerete felicità, ma io lo chiamo dito in culo.

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6 pensieri su “Tagliatemi la vena centrale con una sega elettrica

  1. Mi trovo d’accordo completamente! grande articolo!

    Due postille: 1) quel coglionazzo con la maglietta di Obama, si coso, coso lì…recensisci pure lui, e fanne fettine. Guarda un suo programma, e poi offendilo!
    2) il Muro di Berlino è crollato? I CCCP non ci sono più?? Ma va là ma va là ma va là

  2. Pingback: Elogio funerario preventivo: Vasco Brondi (1984 – 2045) | (this)

  3. Pingback: Nuovi album: il primo quadrimestre del 2011, dai Motorhead ai Kinks, passando per Fuzztones e Dirtbombs | (this)

  4. A me ha sempre fatto cagare. Mi ha preso al cazzo questo genere scassapalle dai baustelle a deian ecc ecc con questi testi pseudo poetici impegnati introspettivi dei miei coglioni.
    A quel punto meglio “sole cuore e amore” o i Berserker of course.

  5. Pingback: No Vasco, io non ci casco | (this)

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