Ermeneutica della sala prove bolognese

“Va bene, alle 20 allora; dove? COSA?? No, senti, da All For Music NO!! No, me ne sbatto se le altre erano occupate, piuttosto suono al portico dei servi e magari tiro su qualche penny per l’aperitivo!!!”

Quante volte tu che stai leggendo e hai un gruppo musicale (o qualcosa di simile) sei stato protagonista di una telefonata del genere?? Quanti compromessi hai dovuto accettare per poter tirare il volume della tua stratocaster senza far imbestialire i vicini??

A Bologna purtroppo le strutture non sempre sono all’altezza degli entusiasmi giovanili, e non di rado capita che gruppi musicali, teatrali o danzerecci si trovino a provare in posti più consoni ad un fight club.

Certo, determinati gruppi di teatro fisico o corsi di mimo e palloncini meriterebbero di essere ospitati nella tana di una mangusta, ma non è ancora il momento di gettare discredito sul 90% delle attività della par tot. Avremo tempo anche per quello.

Si diceva. In quasi 15 anni di sale prove cittadine, ne ho viste veramente di ogni genere.  Le analisi del sangue che ho ritirato stamane hanno dato esito negativo, quindi posso permettermi di riderci su. Chiodi, crepe, ruggine, freakkettoni, spifferi sbilenchi, rockettari attempati, fusion, ampli bagnati, birre scrause, Flying V e metallari che sbraitano in falsetto. Tutto ciò che può nuocere alla salute di solito si convoglia in questi posti.

Per aiutarvi nella torbida scelta del posto a voi più adatto, ecco un non esaustivo elenco degli spazi dove andare a investire le vostre paghette.

  • Sub Cave Scandellara – La vera nave scuola per musicisti improvvisati. Strumentazione Mad Max e ampli da pochissimi watt: nessun problema, lo spazio è così costretto che non sodomizzare il cantante col manico del vostro strumento sarà la vera sfida del pomeriggio. E’ necessario svegliare Pecos dalla sua fattanza per farsi aprire i cancelli. Ed è un’altra sfida non da poco. Non è fornita nè di birre nè di strumenti o corde di ricambio. E’ almeno facilmente raggiungibile.  Disponibile un campo da basket per pause prolungate.
  • Music 2000 – Sale prove di Scolopendra – Se ci dimentichiamo del fatto che nessun mezzo pubblico ci arriva minimamente vicino (si trova nella zona industriale di san lazzaro. o forse idice. anyway..) è una discreta sala prove. A richiesta si può prenotare la sala vintage con strumenti che nel loro negozio vi venderebbero per una follia. Casualmente quando siete qui entrano ogni 3 minuti a controllarvi, sospettosi e protettivi. E’ fornito anche di un teatrino dove sfogare la vostra frustrazione per mancanza di posti dove esibirvi. Il pubblico, chiaramente, ce lo mettete voi.
  • KYU – Sale prove di Via del Chiù – L’istituzione più classica per i rockettari della Dotta. Prezzi poco più alti rispetto alla media, ma strumentazione quasi sempre ineccepibile (di batterie non ne capisco un cazzo, ma almeno hanno i piatti); la birra costa poco, e c’è sempre la possibilità di fumare una paglia ascoltando i giovani metallari e rocker 70’s che si preparano per il raduno di Cavezzo o San Possidonio. Sale per tutte le misure, una anche con bagno privato per groupie full time. Arrivare a piedi dalla fermata del bus è come rivisitare in chiave urbana Stand by me, ma, come si dice, no pain no gain.
  • All for Music – Che fatica dover scrivere su questo posto. E’ stato il mio primo contatto a 17 anni con le sale della città, e anche se al tempo non sapevo distinguere un ampli per basso da una ford T-Bird, capii all’istante che si trattava di un posto davvero mediocre.  Posti angusti più adatti a mantenere il vino e acustica pari a quella di un ovetto Kinder. Prezzi ingiustificatamente nella media e nessun servizio di sorta. Nonostante sia la sala prove di Tomassone, mette a disposizione strumentazione da sagra del ravanello in carrozza. E’ solo vicino al centro. Pensateci due volte.
  • Vecchio Son – Uno degli ultimi baluardi del teorema: prodotto accettabile ad un prezzo conveniente. Atmosfera rilassata e bevande sempre disponibili. Peccato che i vicini tentino ogni 3 mesi di farla chiudere, probabilmente per far tornare questa zona di Bologna uno dei più degradati posti di spaccio dai tempi di Christiane F. Thumbs up per servizi e intenti.
  • Magazzini musicali – Se i responsabili staccassero gli occhi dalla tv almeno per indicarti la sala che hai prenotato già la cortesia del personale salirebbe sopra il livello guerrigliero Al-Shabaab. Invece non lo fanno, e ti tocca scendere nel garage adibito sorteggiando il numero esatto della stanza. Strumentazione sfiatata e poco soddisfacente, non ti puoi consolare nemmeno sfondadogli il cesso a calci perchè molti altri hanno già avuto la stessa idea. Comunque rispetto a molte altre amenità è fattibile. La classica ultima chance. Portate viveri al sacco.
  • Geostudios – E’ così fighetto che il colletto della polo vi si alzerà appena varcata la soglia. Un inquietante incrocio tra la casa di marzapane, gli occhiali di Bono e il pied-à-terre di vasco (fate voi quale). Ti viene da toglierti le scarpe entrando e chiedere permesso al ciccione che ti scruta dal videocitofono (già, devi suonare per entrare). Ogni frenesia rock e impulso viveur vengono smorzati dalla perfezione della moquette, dall’ordine dei soprammobili nel salotto (!!!) e dall’ineccepibile disposizione degli ampli. Roba buona, capiamoci, ma le sale prove sono altra roba. Macchinette per snack a profusione. Ma se cercate bene forse troverete un angolo cottura in marmo.
  • Farm – Una vecchia conoscenza dell’underground bolognese, rimessa in piedi di recente. Bisogna controllare se il cinema soprastante ha in programma qualche film, perchè in tal caso dovrete suonare con volumi da giradischi portatile. Una inquietante vetrata lungo tutta una parete farà di voi l’attrazione dei sempre fatti gestori della saletta, ma per il resto la strumentazione è quantomeno decente (per ciò che riguarda la batteria, vedi KYU). Birre disponibili a mesi alterni (misteri del catering autogestito). Appena fuori le mura della città. Se non avesse una sola saletta sarebbe una delle proposte più interessanti, dunque in caso vogliate prenotare lasciate perdere il mercoledì sera. Lo abbiamo già noi.
  • Container e Villa Mazzacorati – Rischierei di essere cattivo. Piuttosto andrei a fare shopping per ore con la fidanzata o mi iscriverei ad un corso di teatro fisico.


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4 pensieri su “Ermeneutica della sala prove bolognese

    • Ultrasuono?…
      Peccato che uno dei 2 soci si molto sgodevole….mi pare quello alto con i capelli molto corti..è andato in polemica sul fatto che non aveva il resto con gli spiccioli (una scenata pazzesca)…e le attrezzature non subiscono la dovuta manuntenzione (valvole cotte, cavi inaffidabili, ampli transistor non certo all’atezza del prezzo che alla fine si paga)..rispetto all’inizio sono scadute.

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