La capitale di stocazzo

Capitale della cultura diceva qualcuno.

Capitale del libro dice qualcun altro.

Il Ministero dell’Università a Bologna diceva un altro ancora giusto l’altro giorno.

Wrighter: writer che scrivono right?

Sgomberata temibile banda di writer a Bologna. Su l’Unione Sarda di qualche giorno fa, per un caso quasi analogo, titolavano cosi come nella foto a fianco.

Seicento bombolette e più di duecento pennarelli sequestrati. Oltre a una decina di pericolosissimi bozzetti di graffitti.

Operazione interregionale, perquisizioni anche a Cagliari e Reggio Calabria.

Ora, è di per se un reato avere delle bombolette? Ammesso anche che chi le possiede al novantanove percento vada a graffitare ma, dico, io ho un centinaio di pacchetti di Rizla argento a casa. Potrei essere accusato di traffico internazionale di droga?

Una conferenza stampa in grande stile, le foto su Repubblica delle minacciose armi improprie – cosi le ha definite Giovannini – non lasciano alcun dubbio:  si tratta di un’associazione a delinquere.

Il Resto del Carlino è severo come sempre: incastrati adulti e figli di papà. I writer venivano seguiti sui forum e su facebook dove sceglievano i loro bersagli.

Ma è sufficiente possedere delle bombolette per essere accusati di danneggiamento? O sono stati colti in fallo? Perché nessuno cita la flagranza di reato, quindi qualche dubbio mi viene.

Attenzione se avete una tavoletta grafica in casa, potreste essere accusati di graffitismo informatico.

Qualche settimana fa parlavo con un amico che ogni tanto si dedica a questa arte sovversiva dei graffiti. Mi ha raccontato una storiella.

Diciamo che ci sono Lolli Lillo e Lallo che vanno a graffitare in una zona di Bologna dove non dico sia legale sbombolettare, ma quasi. È una zona vicino alla stazione.

Pomeriggio di un giorno: passa un vez e vede i ragazzi che disegnano. Il vecchio si ferma, li squadra un po’ e poi esclama: soccia ragassi, che bravi che ssiete, mo perché non vi danno degli spassi da qualche parte, chiedeteli al comune, qua a Bologna siamo avanti in queste cose.

E qui dopo molti anni mi ritorna in mente perché ho scelto di venire a studiare a Bologna.

Pomeriggio del giorno dopo: Lolli e Lillo tornano a disegnare, Lallo è in ritardo e quando arriva si ferma a distanza perchè trova Lolli e Lillo a colloquio con degli arrabbiatissimi vigili urbani. Sequestro del materiale, serata in questura e una bella denuncia per Lolli e Lillo. Lallo se la scampa per un pelo.

E qui mi viene in mente perché da un paio d’anni un sacco di gente non viene più a studiare o a fare qualsiasi altra cosa a Bologna.

Il Resto del Carlino si sa, su queste cose non perde occasione per sputtanare un po’ gli studenti/drogati/fuorisede/artistoidi/qualsiasicosadidiversodallaquotidianità. Infatti  mi sono stupito non poco quando qualche tempo fa ho visto un articolo interamente dedicato a Blu dove lo si trattava come il più grande artista mai passato a Bologna, i cui meriti erano riconducibili quasi tutti all’influsso che questa splendida città cosi aperta e tollerante ha avuto su di lui.

Peccato che fino a quando Blu non venne chiamato da gallerie come la Tate o altre di altri posti che possono tranquillamente infischiarsene dei pensieri artistici del Resto del Carlino, lui sia rimasto per questo giornale sempre “quello che imbratta i muri di Bologna con i disegni dei mostri”.

Sarà cultura? Forse che si forse che no. A me staranno pure sulle balle quelli che taggano i palazzi del settecento, ma presentare come un’organizzazione criminale i writer che magari tra dieci anni verranno osannati dagli stessi amministratori e giornalisti che ora come ora vomitano quintali di merda sulla loro capa è una scena piuttosto penosa.

Questo in quella che dovrebbe essere la capitale della cultura.

La cultura di stocazzo.

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5 pensieri su “La capitale di stocazzo

  1. appunto. blu è un grande artista che solitamente fa grandi opere in spazi degradati dove l’ARTE di strada migliora la qualità della vita.
    qui invece stiamo parlando di quattro sfigati incapaci che sanno solo firmarsi sulle case degli altri in uno dei centri storici più belli del mondo. non rappresentano nessuno se non la loro mediocrità, non sono e non saranno mai chiamati dalla tate perchè semplicemente non fanno arte, sono dei poveracci alla ricerca di riconoscimenti da parte di genitori distratti. roba da piscologo.
    hanno rotto il cazzo,

    • Lucio, sei sicuro che Blu abbia iniziato a fare arte direttamente in spazi degradati? E poi, i tre ragazzi fermati che dipingevano sui muri dietro la stazione, non stavano per caso dipingendo in un posto degradato?
      Questi quattro sfigati che dici tu non è assodato siano tutti quanti dei bambini di dodici anni che scrivono sul muro di Piazza Maggiore “cazzo voglio spaccare il mondo” magari è gente che gira l’Italia e l’Europa e viene invitata e PAGATA per mostrare la propria arte.
      Ripeto: è sufficiente avere in casa due bombolette per essere accusati di danneggiamento? Magari una ce l’ho pure io ma mi ci sono solo dipinto la bici arrugginita, e allora che si fa? Mi si denuncia?
      Purtroppo quello che spesso non si capisce è che i graffiti FANNO parte della modernità o della postmodernità o di quel cazzo che volete, comunque i graffiti sono una parte del nostro tempo, al pari dell’AIDS o di internet, a seconda dei punti di vista.
      Certo, se becco uno che fa la sua tag del cazzo sulla Garisenda sono il primo a schiaffeggiarlo, ma se uno si mette a fare un “bel pezzo” in un muro di merda di un palazzo di merda mi fermo a guardarlo. Hai presente il palazzo che si sta ristrutturando in via Matteoti all’angolo con via Serlio? Quello con le finestre rettangolari in alto rilievo?
      Quello è bello? Quello è architettura? Per me quello è una merdata atomica, mille volte peggio di una tag su una colonna dei portici.
      Quello scempio andrebbe buttato giù immediatamente, o magari lo abbelliamo con qualche bel graffito che dici?

      Non sarà, per caso, che mancano solo tre giorni alle elezioni?

  2. GIUSTISSIMO …. la capitale della cultura di STO CAZZO…piena di vecchi e Giovani vecchi….sempre più legata al qualunquismo italiano…..Rivoglio la bologna dei CS dei CCCP dell’HIPHOP delle Piazze e non di sti pancioni tutti seduti al comendo del TELECOMANDO. e voglio camminare alle 5 del mattino con le strade piene di gente dove anche le ragazze possono star tranquille a quell’orario…..CAzzo rivoglio BOLOGNA degli anni ’90! no sta MMMMERDA!

  3. @pabblo – guarda che sei male informato. nessuno accusa nessuno per il possesso di bombolette, ma il centro storico è pieno di tag, che si da il caso siano firme di singoli. non è difficile risalire dai tag alle persone. per cui se qualche idiota ha tempestato il centro storico di sue firme, in pieno delirio di onnipotenza, poi non si lamenti delle conseguenze della sua mossa non proprio brillante. non ce c’è uno, dico uno che valga qualcosa da un punto di vista artistico. per ogni blu diecimila poveracci che non riuscirebbero a rendere migliore nemmeno un muro di cemento scrostato del pilastro.
    che poi alcuni palazzi di ultima (o penultima) costruzione facciano cagare non è certo un buon motivo perchè tutta la città debba fare cagare, secondo il gusto di quattro ignorantelli, paragonabili solo a quegli sfigati che suonano i bonghi nei parchi pubblici pensando di sapere suonare. non tutti sono artisti, sorry.

    @zw – la bologna degli anni novanta faceva sicuramente più cagare di quella degli anni ottanta che pure era abbastanza squallida rispetto a quella degli anni settanta. e così via. il cantante dei cccp vota lega ed è un ammiratore di giuliano ferrara, così come una buona parte degli ex ascoltatori di hip hop dei buoni tempi andati. devo continuare?
    te lo lascio tutto il nostalgico passato, io voglio vivere il presente e guardare al futuro. disprezzare l’ignoranza dei nuovi barbari che taggano il loro nulla sui muri del centro storico di bologna vuol dire proprio non essere lobotomizzati a tal punto da fottersene del bene comune o complessati a tal punto da non avere il coraggio di chiamare le cose o le persone con il loro nome. sfigati sono e sfigati restano.
    e comunque le ragazze sono sicure a qualsiasi ora della notte a bologna, a meno di non credere alle isterie del carlino.

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