In realtà ho poco da dire

Conosco un tizio che paga per scaricare file musicali da internet. Si, paga. No, non mp3. Basi. Basi midi. Basi midi per karaoke. Paga per scaricare basi midi per karaoke. Si, esiste davvero.

Quando me l’ha detto mi ha fatto davvero incazzare. Quasi quanto i vicini di casa del piano di sopra che negli ultimi mesi mi svegliano scopandomi sulla testa. Metaforicamente. Ma neanche tanto.

Due settimane fa ai cigolii del letto sono seguiti una serie di colpi di tosse molto intensi. Credo non sia stata colpa del caffè troppo caldo.

Si, ecco, magari è un po’ surreale, però si, in questo momento risulto essere l’unico uomo sulla faccia della terra che si lamenta per esser stato svegliato da un pompino. Anche se il pisello in questione non era di mia competenza.

Comunque, per non lanciare accuse infamanti a caso, abito in zona mazzini in un viale alberato e se tu che leggi hai appena detto cazzo anche io allora cara amica si, sto parlando proprio di te. A proposito, per caso usi queste ginocchiere? No, perché mi hanno incuriosito molto.

Era un casino che non scrivevo, almeno cinque mesi, ma in realtà non me ne frega neanche un cazzo. Era solo per dire che andare a suonare in un locale di merda gestito da gente di merda che poi dopo che finisci di suonare ti chiede pure cinque euro a testa – si, i gestori chiedono i soldi ai musicisti – non so, a me farebbe parecchio incazzare.

Ecco, no, è successo, nemmeno ventiquattrore fa, e non so perché, forse per pagare la SIAE, forse perché la mamma del gestore è proprio una gran troia però ecco, mi ha fatto incazzare.

Che poi magari il coglione che paga per scaricare le basi midi di stocazzo da internet, ecco, magari lui va pure a fare la sua serata con lo schermo che colora il testo man mano che la canzone va avanti, correndo tra il pubblico lanciando microfoni alle peggio vacche cinquantenni che vanno a queste serate di merda.

Ecco, magari a lui, un trecento euro di rimborso ci scappano pure. In effetti, se ci pensi, ne ha spesi duecento  per le basi midi di merda.

E invece a quattro stronzi che fanno un po’ di casino e spendono gli unici soldi che hanno in alcol nel tuo locale di merda solo per farti incassare qualche soldo dato che di solito il tuo locale è più vuoto del cassetto dei preservativi di una suora, gli chiedi cinque euro a testa. Per suonare.

Cinque euro a testa per suonare in un locale. E meno male che la serata è andata bene. Ecco, niente di che, però mi ha fatto incazzare anche di più di quel coglione che compra le basi midi.

Tutto qui.

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10 pensieri su “In realtà ho poco da dire

  1. Massima solidarietá, so bene cosa si prova. É una di quelle volte che poi passo per hater, ma ecco, sono cose che ho visto succedere solo in Italia. La cosa migliore é quando si giustificano che devono pagare la SIAE, quando tu porti tutti pezzi tuoi che manco hai registrato alla SIAE. Allora boicotti il locale, come tutti gli altri del resto, il locale prima o poi fallisce (il 90% del pubblico é composto da altri musicisti che in realtá sono lí per solidarietá e perché cercano di strappare una data pure loro, almeno dalle mie parti) e tu ci godi per un attimo finché non ti rendi conto che é sempre cosí e dopo un po’ comincia a non essere piú gratificante manco quello…

  2. il ritorno di pabblo in pieno stile pabblo.. e comunque quei 5 euro glieli avrei spesi ugualmente in altri 3 cicchetti, è solo questione di stile, e in quel buco di merda non hano la minima idea di come esso si maneggi

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