Medio breviario su come sopravvivere all’estate in città

Parlando con un tizia veneta al bar è venuto fuori che ama prenderlo nel culo mentre un clown si fa beffe delle sue debolezze più intime. Roba tipo hai le caviglie di mia nonna hai pagato questa borsetta più del suo reale valore cammini come un lemure celiaco. Non ho ben capito che tipo di posti frequenti lei di solito e soprattutto cosa volesse da me, ma le ho fatto capire che col naso rosso e le scarpone oversize non mi trovo a mio agio e quindi non se ne faceva niente.  Oltretutto il posto per esorcizzare paranoie perverse vestiti da pagliacci esiste già si chiama Casa Pound e lì il concetto di mettertelo in culo è visto in maniera decisamente troppo collettiva. Mi sono dileguato con una scusa mentre pensavo che il caldo fa male alla testa delle persone già predisposte all’inverecondo. Poi mi son ricordato che in effetti ogni guerra mondiale che si rispetti è iniziata nei mesi estivi quindi insomma ci può stare che a luglio una tipa accaldata mi parli delle sue passioni anali piuttosto che assassinare un arciduca austriaco. Mi piace pensare che in qualche modo ho fatto sfogare una valvola che altrimenti avrebbe causato chissà quali tragedie. Non so. Un nuovo album dei Modà. O un doppio nuovo album dei Modà. O un doppio nuovo album dei Modà che attacca la Serbia. Con 3 dadi da sei.

summer city fun

Il sonno della ragione genera mostri diceva il mio fruttivendolo pakistano di fiducia tra un abuso alla figlia minorenne e una contraffazione delle date di scadenza. Ma essendo il caldo un fattore di intontimento si può dire che è esso stesso ad addormentare la ragione? E se sì, è quindi il caldo che genera mostri? E in caso positivo, siamo sicuri che i mostri abbiano ragionevolmete caldo? E il generatore caldo toglie il sonno con i suoi continui mostruosi ronzii? Domande scomode cui forse non avremo mai risposta. Risposte di cui poi potremmo fare anche a meno, se non fosse che è estate e lo stare in città ci porta a interessarci delle cose più futili tipo una guerra in siria o l’esplosione di alcuni regaz giudei. In attesa di un week end che comunque sarà sempre sotto le aspettative da quando non fanno più il Festivalbar. Figuriamoci se poi, nascondendoci dietro l’alibi “odio il caos di agosto vado in vacanza a settembre”, ci ritroviamo a dover passare un’intera estate a casa. Ciao.
Sopravvivere all’estate in città è roba per veri duri, gente forgiata nel fuoco del precariato e temprata nello stampo della rassegnazione.  Una missione che risulta ancora più ostica ai tempi della comunicazione digitale sempre comunque e dovunque, oltremodo generosa di post, foto, tweet e aggiornamenti delle vacanze altrui, sputati in faccia con sadica innocenza.  Ecco quindi alcune personali considerazioni circa la (spontanea?) condizione di controvacanziero militante. Sarei lieto di riceverne altre da voi per completare la lista farci pure un libro diventare miliardario andare dalla bignardi parlando dei miei trascorsi oscuri e burrascosi inaugurare un nuovo Plenty Market mettere il mio nome su un documento di solidarietà allo Zambia magari investire i ricavi in un ventilatore più potente di questo che mi sta guardando ormai esausto ed esanime. L’eutanasia tecnologica va contro i miei principi, caro amico spalettante, ti toccherà sperare in una (this)grazia divina.

– Fa caldo, è vero, ma probabilmente i vostri amici su Facebook lo sanno già

– E’ sempre l’estate più calda degli ultimi n anni. Quindi n più uno anni fa se la passavano sicuramente peggio. E probabilmente senza aria condizionata

– Il grande dono portato dal precariato è un’estate lunga mesi finanziata con i soldi di mamma e papà. Se ci pensate bene non è poi così male

– Se studio aperto dice che fa caldo allora fa caldo. Ma meglio intervistare dei milanesi in piazza Duomo o dei napoletani al mare per esserne sicuri

– La regola per cui non va assunto nulla di troppo pesante vale per cibo, film, musica e stagiste

– Non importa quanto sia figo il concerto che hai appena visto in piazza, sicuramente un tuo amico posterà foto fighe di un live ancora più figo in un festival troppo figo in una capitale mondiale davvero strafiga

– Postare una foto delle vostre vacanze è ok. Un album intero è sovrastimare l’interesse dei vostri amici

– Non siete voi che rimanete in città, sono gli altri che vigliaccamente disertano la vostra compagnia

– Il sesso estivo è ottimo, ok, ma ricordate che se le vostre finestre sono spalancate lo sono anche quelle dei vostri vicini

– Stare ad agosto in città non vi farà vedere tutti i film scaricati che vi ripromettete di vedere da mesi. Il rischio di trovare Abbronzatissimi in tv invece è sempre dietro l’angolo. E vi spia

– A meno che non ci siano di mezzo storie di spaccio internazionale e ovuli cagati all’aeroporto, rapimenti da parte di guerriglieri irredentisti, tsunami cavalcati con longboards o sagre texane di peperoncino piccante, cioè che vi succede in vacanza non merita più di due tweet

– Se la dieta estiva vi deprime pensate che i vegani la seguono tutto l’anno. E il tasso di suicidi tra vegani è tutto sommato ancora sotto le soglie scandinave

– Bere alcoolici è sconsigliato quando fa molto caldo ma anche fumare mangiare cibi grassi e giocare troppo alla xbox. Quanti sacrifici siete disposti a imporvi per evitare qualche piccola goccia di sudore?

– Non c’è nessuna voglia alimentare improvvisa che giustifichi l’uscire a mezzogiorno. A meno che non preveda una sfida a duello con delle colt davanti al saloon

– Le estati prima delle elezioni comunali saranno sempre piene di clamorosi eventi in piazza  che non vedrete per altri 5 anni

– Il piacere di dormire abbracciati alla propria fidanzata è inversamente proporzionale alla temperatura percepita. Ma comunque i suoi piedi rimarranno ghiacciati anche a ferragosto

– Il sudoku non vale come attività da spiaggia. Ma se lo praticate anche d’inverno vale come argomento di conversazione colto

– Abbandonare i propri animali è out, la tendenza del 2012 è quella di voler più bene a loro che a una vacanza di 7 giorni in un hotel a 2 stelle nella costa lucana

– Gli amori in vacanza sono fugaci, ma l’amicizia tra persone che hanno condiviso l’agosto in città è per sempre

– E’ l’ultima estate prima della fine del mondo, siete sicuri di volerla trascorrere elemosinando un pezzo di spiaggia dove stendere il vostro asciugamano dei peanuts?

Io, nel dubbio, una puntata sul sito di Ryanair me la vado a fare

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6 pensieri su “Medio breviario su come sopravvivere all’estate in città

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