Perchè la pubblicità su Facebook mi fa incazzare e vorrei tornare al Postal Market

consumo-acriticoIeri notte stavo cercando di capire se il nuovo gel lubrificante Durex oltre a farti massaggiare e al contempo inculare la/il partner poteva anche risolvere i problemi di cigolio della mia porta quando mi sono reso conto che in effetti non ho nè partner nè una porta, nè tantomeno il gel lubrificante. Una bella scocciatura, a pensarci, soprattutto perchè amo subire i messaggi pubblicitari senza applicare alcun filtro logico, fiondandomi a comprare beni di consumo senza apparente utilità solo perchè sono figlio dell’edonismo reaganiano anni ’80 e ogni volta che mi si propone di godermi la vita alla grande grazie alle nuove patatine al sapore di merda o al poderoso cambio Shimano ho davvero bisogno di farlo.

Colleziono le prime uscite che promettono in soli 99 fascicoli di farti costruire notredame in scala un f16 il velociraptor la fede in te stesso il corpo umano dio e rimango sconsolato quando scopro che la pazza offerta lancio a un solo euro termina con l’uscita del secondo volume. Desidero materassi in lattice pentole antiaderenti anelli luccicanti e strumenti per una pancia piattissimissima nel momento in cui me le offrono. Chiamo Vanna, Giorgio, Tony ogni volta che mi guardano promettendomi una vita migliore, un nuovo look una casa accogliente la salute coltelli poderosi una zoccola che vive guarda caso nella mia città anche se è negra e ha le tette così grandi che io tette così grandi non le ho mai viste al supermercato o sul 19 barrato nemmeno al bar quello delle sigarette dove c’è la rumena che mi piace.

radiovitaleSono un romantico dell’acquisto: mi appassiono alle promesse che promettono passione. Poi a volte mi fermo un attimo rimetto in tasca il buono sconto da 3 euro per una spesa da minimo 200 e valuto il fatto che forse il mondo è andato avanti anche senza la mia compulsività indotta. Un amico mi ha detto iscriviti su ‘sto sito si chiama Facebook praticamente ti scrivi con le persone e diventi fan di gruppi divertenti tipo “questa zucchina avrà più fan dei Tokio Hotel”. Figo gli faccio ora scendo dal pakistano e mi collego al suo computer cercando di ignorare i video che si guarda con gente che si prende la colpa per cose che non capisco parla di vergini di yankee chiede scusa alle famiglie.

dammi-il-culo

Pagina che in realtà reclamizza pomodori secchi di Santa Maria di Leuca

In poche settimane ho un profilo fighissimo troppo divertente sono amico di un sacco di tizi di tutto il mondo che hanno foto svestiti e mi mandano offerte per prodotti che non conosco, la parte destra dello schermo dice che ai miei amici piacciono un sacco di cose che sicuro piacciono anche a me allora io ci vado sopra con il mouse e vedo cosa è metto anche mi piace insomma in questo sito trovo tante cose che mi rassicurano. Io e i miei amici abbiamo gli stessi gusti. Rimango confuso solo quando scopro che la pagina della gara di corsa con i sacchi è una pubblicità di una azienda di patate allo iodio di budrio che non so neanche cosa cazzo siano le patate allo iodio o dove sia budrio oppure che la pagina dove ti chiedono di inviare la tua foto delle vacanze per vincere un affettuoso furetto è un collettivo di genitori mormoni che si masturba in gruppo con fotografie di (v)etero-infanti con le gote rosse e un’insicurezza travestita da promiscuità. Il ballo di gruppo in piazza reclamizza pizze surgelate uno stronzo che si tuffa dallo spazio e atterra come scendesse dal bus è una campagna di una bevanda energetica. Un flash mob di una guerra simulata con gente vestita da crociato la nuova pubblicità delle bibbie paoline e le scarpe che in un film vecchio si allacciavano da sole sono di una marca di calzature che pare stupri bambini nel sud est asiatico. Senza lasciare mancia.

Allora mi chiedo cosa sia cambiato rispetto all’edonismo compulsivo degli anni ’80 almeno lì c’erano gli yuppie riptide o denver potevo sognare una vita migliore grazie a prodotti incredibili come la bambola che ti sboccava addosso o un gioco da tavolo che in realtà era da pavimento e ti faceva intrecciare con i tuoi amici per colpire i colori giusti una volta un amico ci ha rimesso un dito una amica la verginità io pure. Non mi piace il fatto che la pubblicità sia nascosta e ti vengano a pescare con trucchi come scarica la suoneria e vedrai tua madre nuda mentre lava i piatti o accedi a questa applicazione potrai giocare con le mascotte del nostro brand che però poi possono pubblicare a tuo nome in bacheca non ci sto. Io lo so come si sta al mondo non mi fido la gente oggi prova a venderti cose io lo so vi assicuro che spesso vogliono cose dicendo altro.

Tipo i trans.

Ma senza happy ending.

Preziosi contributi foto/video come sempre ad opera di Mindtapes

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4 pensieri su “Perchè la pubblicità su Facebook mi fa incazzare e vorrei tornare al Postal Market

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