Sasha Grey dj set, ovvero perché l’Italia può uscire dalla crisi

Come già successo in passato, offriamo ad un amico di (this) la possibilità di esprimere il proprio giudizio su un argomento di scottante attualità. Uno spazio di vera democrazia partecipata che in realtà nasconde la nostra pigrizia e mancanza di iniziativa. Mentre Daniele Daino (questo il nome non verificato del nostro amico) tratteggia la serata con argomentazioni inattaccabili, offriamo la sintesi della serata di Sasha Grey a Bologna in versione ridotta tramite i fumetti del Semplicista (in fondo all’articolo).

Rischiando di mettere a repentaglio un rapporto di fiducia instaurato con fatica fra le mille difficoltà tipiche della vita di una giovane coppia precaria, sabato sera ho deciso di assistere al dj set di Sasha Grey all’insaputa della mia ragazza. Scusa Cara, ora lo sai, ma se posso addurre motivazioni plausibili alla mia scelta, sappi che l’ho fatto solo perché secondo Facebook era l’evento dell’anno ( il numero di partecipanti superava quello della popolazione del Liechtenstein).

E’ tarda notte e Bologna sta vivendo il suo primo week end di primavera. Tanto basta a riempire strade che fino a una settimana prima sembravano il set per l’ultimo sequel di Silent Hill. Bologna è sempre stata città di poser: il vero party harder si fa pestare un mojito e lo sorseggia in dehor anche se Thor, Subzero, Blizzard, Booster o qualsiasi altro fottuto buridone invernale di turno sta sferzando la città. Ma siamo in pochi a crederci.

Oggi invece sono tutti fuori. Mi dirigo verso le ex Scuderie superando a fatica una selva di bonghi, dodicenni bulimiche in pantacalze seviziate da tamarri dell’Itis Majorana, secrezioni organiche prodotte da stomaci catanesi in subbuglio per colpa di capponata del Lidl e spacciata come cucinata sul momento manco si fosse il più abile e cocainizzato cuoco di master chef al solo fine di farsi figo con l’amica della coinquilina conosciuta al corso di tessuti. Mi volto un secondo indietro per riammirare lo spettacolo umano di Piazza Verdi. Un inferno simile è tutto ciò che augurerei a un comitato di residenti scassa cazzo. Ops, mi ero scordato, non c’è bisogno dell’augurio, lo vivono davvero, che bello.

E’ mezzanotte passata. Ho paura che Sasha abbia già iniziato il suo set. Cazzo sarà un carnaio ingestibile, per arrivare vicino alla consolle dovrò superare qualche migliaio di onanisti sfegatati, ed esibizionisti da chat roulette. Chissà che entrata avrà fatto. Avrà lanciato dildos colorati a una folla di misogini in delirio come fanno le standiste al Motorshow con i cappellini della Polini. Magari si è presentata con un costume di scena, che so, sfoggiando i residui un dirty sanchez  ( per chi non conoscesse http://www.urbandictionary.com/define.php?term=dirty%2Bsanchez) con il moustache alla francese. Oppure, da brava paraculo avrà scelto un costume fatto apposta per esaltare la platea del belpaese, magari la foto di rocco Siffredi spillata sul petto tipo Gheddafi in visita ufficiale o una maglietta con Gramsci che fa un Tony danza alla Merkel ( per chi ignori il significato del Tony danza ecco qui un altro suggerimento ipertestuale http://www.urbandictionary.com/define.php?term=tony%20danza).

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Forse volo eccessivamente con la fantasia, l’organizzazione ha già fatto intendere che sarà un dj set sobrio ed elegante. Lo ammetto, sono un fan dell’ultima ora, conoscevo poco la carriera della Grey ma con grande abnegazione mi sono subito informato sulla carriera della pornostar/artista/marxista/attrice/performer/. Più che i tutorial su Youporn, utili soprattutto a capire perché anche rocco Siffredi le dedicò attestati di stima con serafiche esclamazioni del tipo “Cazzo ragazza vacci piano”, è il capitolo riconoscimenti di Wikipedia ad avermi impressionato. Una sfilza di premi da far impallidire persino il palmares del Barcellona di Messi o il finto curriculum di Giannino. Ve la incollo no per pigrizia, ma solo per dare idea dell’impatto visivo:

  • 2007 AVN Award for Best Three-Way Sex Scene – Fuck Slaves (con Sandra Romain e Manuel Ferrara)[16]
  • 2007 AVN Award for Best Group Sex Scene (Video) – Fashionistas Safado: The Challenge[16]
  • 2007 XRCO Award for Best New Starlet[17]
  • 2007 Adultcon Top 20 Adult Actresses[18]
  • 2008 AVN Award – Best Oral Sex Scene, Video – Babysitters[19]
  • 2008 AVN Award – Female Performer of the Year[19]
  • 2008 XRCO Award for Female Performer of the Year[20]
  • 2009 XRCO Award for Mainstream Adult Favorite[21]
  • 2010 AVN Award for Best Anal Sex Scene – Anal Cavity Search 6[22]
  • 2010 AVN Award for Best Oral Sex Scene – Throat: A Cautionary Tale[22]
  • 2010 AVN Award for The Jenna Jameson Crossover Star of the Year[22]
  • 2010 FAME Award – Favorite Oral Starlet

Questa sera però si parla di musica. Sasha non è Sara Tommasi, non è idiota e non ha studiato alla Bocconi (spesso sono sinonimi ). Musicisti non ci si improvvisa cosi da un giorno all’altro e la ragazza anche in questo campo presenta un cv di tutto rispetto. Già nel 2007 era stata scelta dagli Smashing Pumpkins per l’artworkdell’album Zeitgeist ed era apparsa nel video musicale di Superchrist.

Nel 2008 ha iniziato una collaborazione con Pablo St. Francis in un progetto industrial chiamato aTelecine e fonti non confermate mi dicono che abbia pure inciso un pezzo coi Throbbing Gristle e ha prestato la voce per un pezzo dei Current 93.

Current 93, Throbbing Gristle, però, “robba seria”. Mentre inizio a figurare nella mente il set della Grey come una figata degna di Flyng Lotus noto qualcosa di strano. Il locale è semivuoto.

Come???

E i 12500 partecipanti?  E i pullman da Brescia? Non mi dire che erano tutti a Milano già giovedi per la prima data del tour. Ma dai, non ci credo, il fuori salone a Bologna è stato scoperto un anno fa e c’è ancora chi crede che si tratti di una svendita di Aiazzone (forse è meglio cosi.). Qualcosa non torna. L’orologio segna l’una e lo show non è ancora cominciato. In consolle c’è Manali Nic che si diletta in un dj set hip hop degno del miglior lunedì sera al Soda Pop. L’atmosfera è moscia come qualcosa che non è mai stato in mano al main guest della serata. La selva di onanisti si affloscia come piantine di basilico senz’acqua.

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D’un tratto si spengono le luci è lei, si è lei. No è un’altra signorina in abiti succinti che armeggia con il pc. Un secondo entra un’altra ragazza, ha il caschetto, si lo stesso che sfoggiava a DeeJay Tv, a folla si infiamma, è lei ! Può partire l’house of bordello!

Mica tanto.. la Grey entra in punta di piedi con una timidezza al limite del candore, sembra una scolaretta di quelle cantate da Vasco nei suoi evergreen, ma senza alcuna traccia di eroina nell’ambiente. Accenna sorrisi imbarazzati davanti alla platea senza neanche alzare lo sguardo, più che la pornostar più assatanata di tutti i tempi sembra Forza Chiara da Perugia al rientro in classe dopo aver saputo che il proprio video ha raggiunto le prime 40.000 visite. E perché quell’altra sgallettata non si leva dalla consolle?

Parte un mix ignobile, tanto fuori tempo che anche Gaizka Mendieta sotto ketamina avrebbe saputo fare di meglio. Sembra ci sia un problema tecnico. Per questo la ragazza che ha tutto l’aria di essere il suo fonico sta ancora armeggiando con il laptop di Sasha. Ok si può partire, problema risolto, Sasha armeggia pitch e fader agile e sicuro come un deputato grillino  tra i codici della costituzione. La fonica non se ne va. Chiedo lumi agli astanti. “Si certo che non se ne va, è la sua assistente, la aiuta a mettere la musica”.

Per i primi 12 secondi faccio finta di non aver sentito, poi non resisto, scoppio  in una risata fragorosa. Nessuno mi sente, sono tutti ipnotizzati verso il palco in adorazione della ex- dea del porno anche se la sua faccia è gonfia come quella dell’ultimo Elvis. Non capisco sia metadone o stia solo ingrassando per un nuovo ruolo nell’ultimo film di Soderbergh.

La sua consolle non è composta da eunuchi portoricani intrecciati a mò di Tetris. Non è nuda. Lo so non siamo un night, ma cazzo indossa un gillet più castigato di quelli di mia zia Gelsomina. Sembra Jessica Biel quando recitava in Seven Heaven, un toro costretto nei panni dell’agnellino. Si avvicina un collega mi racconta di averla intervistata:

“Che gli hai chiesto? Se si vergognava di compiere queste truffe?” Gli chiedo.
“No gli ho chiesto come mai piace cosi tanto alle donne.” Mi volto di scatto e compio un veloce scan della sala. In effetti di donne ce ne sono, alcune anche vestite in lattice o con tamarrissimi  reggicalze in bella vista. Mi fate tenerezza giovani emuli, se questo è il vostro modo per rimediare una scopata avete scelto davvero la serata sbagliata. Se invece apprezzate l’ecletticità del personaggio, per favore dite a Sasha che continui a dipingere, posare per gruppi fighi, recitare, propugnare la dittatura del proletariato, ma cristo che si levi della consolle. Ho appena sentito approcciare un mix tra revolution 909 dei Daft punk e un pezzo di proto-acid-merdaskrillez- dubstep di quelli talmente brutti da poter fare da soundtrack a un film di Korine. La serata procede con una flemma disumana. Le prime file sono rapite dal set come giovani boyscout davanti a Papa Francesco:  una venerazione molto morigerata.

Cerco di istigare alla violenza un gruppo di militari veneti che accennano un timidissimo “faccella vedè”. Il mio obiettivo è vedere la platea maschile assalire il palco come fanno i marines americani di Apocalypse now quando cercano di “conoscere”le conigliette di Play Boy. Macché, gli onanisti sono atrofizzati da migliaia di ore di buffering e polluzioni in posizione ergonomica. I più normodotati accennano a qualche fischio o qualche coro, ma poi si ributtano a mirare silenziosi un po’  la Grey e un po’ il fondo del proprio bicchiere riflettendo tristi a quanto è lontana l’ultima scopata rimediata ai tempi di Badoo.

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Momento Surreale e dadaista, incontro Bunna degli Africa Unite. Probabilmente è qui da quando ha scoperto delle radici marxiste della Grey. E’ il preludio al Deus ex machina della serata, l’uomo che ribalta le sorti della  festa. Scorgo prima l’inconfondibile cravatta arancione, poi l‘intera sagoma paffuta di Andrea Diprè, critico d’arte, scopritore di talenti da strada nonché mio personale idolo trash.

Il buon Diprè ha fissato un appuntamento a Bologna la Grey, sua grande amica, per realizzare un progetto insieme. L’incontro è avvenuto il pomeriggio stesso e si è sublimato in una performance video artistica in cui il grande critico ha presentato e raccontato un live painting della performer americana. “Lo vedrai su Youtube, fra qualche giorno”. Cazzo, Andrea, Sasha che dipinge e tu che ne decostruisci la poetica è roba da far crashare Youtube e polverizzare tutti i record di quel ciccia bomba sudcoreano che con le sue canzoni di merda sta per far scoppiare la prima guerra termonucleare.

Offro un cordiale ad Andrea per saperne di più, perdendomi fra profonde analisi.
” Sasha…è un personaggio interessante”.

“Perché?

……silenzio.. ”No ti dicevo, è comunque un personaggio stilnovisticamente interessante”

Ti amo Diprè.

Mentre disquisisco con Andrea la serata volge al desio. Nel frattempo c’è stato qualche momento electro non male, ma nel complesso il set si può definire una prestazione ampiamente insufficiente, e poi era tutta farina del sacco della sua collega-stagista- miracolata-dj.

Nulla di fatto, nessuna scena sodomitica, nessuno spettacolo, nessuna orazione a difesa del salario minimo, nessuna lettura musicata di qualche passo del suo bestseller e soprattutto un dj set più imbarazzante di quelli che si fanno alle feste di laurea usando youtube. So che non si tratta solo di una zoccolona, e ho anche provato a spiegarlo alla mia fidanzata (e vi assicuro descrivere come artista tout cort un personaggio che ha vinto per 3 volte il premio come miglior deep throat mondiale non è facile). Conosco la sua carriera da attrice, ha recitato per Soderbergh  ed è andata con un film al Sundance festival, DUNQUE mi chiedo: perché, tra i tanti talenti di cui è dotata, questo interessante personaggio ha scelto di dedicarsi al djing? Perché girare i locali rivelando ai propri fan una incapacità tecnica sconcertante quasi quanto un qualsivoglia outfit di Lapo Elkan?. Il filone “dj set del personaggio famoso che non ha mai visto un vinile o un cd in vita sua” è l’ultimo trend in fatto di truffe legalizzate, ma poiché la cultura è ormai un concetto talmente aleatorio da sembrare un contenitore vuoto da riempire a proprio piacimento, lungi da me criticare questo tipo di esperimento artistico. Mi chiedo solo perché un cristiano dovrebbe spendere 22 euro per una simile boiata. Per nessun motivo, ma se all’estero vedono l’Italia come il paese che candida Patrizia D’Addario a suo rappresentante in Europa, alla fine ci sta che qualcuno provi a infinocchiarci.  È andata male, forse non siamo cosi capre e nonostante tutto c’è ancora speranza  per questo paese. Almeno fino a quando su Facebook non arriverà la notifica “Sei stato invitato al dj set di Sara tommasi”.

We Believe in.

Daniele Daino

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2 pensieri su “Sasha Grey dj set, ovvero perché l’Italia può uscire dalla crisi

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