Ho usato WeChat per una settimana ma continuo a non capire il sexting

Da quando sono bambino ho il timore che qualche sconosciuto possa regalarmi delle caramelle drogate. Crescendo, a dire il vero, ho iniziato a sperarci, ma ho visto troppi film horror e Tg1 per non temere di svegliarmi nel letto di uno psicopatico nudo e armato di machete che cerca di convertirmi al Movimento 5 stelle. Non che non sia successo, sia chiaro, ma non credo vi interessi come investo con Favia la paghetta il mercoledì sera.

Ad ogni modo, ogni volta che un estraneo mi propina qualcosa (un drink, un cinque alto, un’opinione) non riesco a non essere imbarazzato. Succede anche con i consigli dei commessi. Figuriamoci con le foto di tette e culi.

Uno sconosciuto

Uno sconosciuto

Faccio però un passo indietro.

Una settima fa, dopo un massacro mediatico da campagna elettorale pre-par condicio scarico l’app di WeChat. Subisco sempre le pubblicità martellanti, specie se sopra la scrivania ho almeno tre foto della testimonial nuda lo spot è girato molto bene. Negli anni ’90 non scelsi a caso Omnitel come compagnia telefonica (Ciao Megan, come stai? Ti ricordi di me?). Dalla scorsa estate prima Messi e poi Belen Rodriguez hanno invaso il mio spazio televisivo protetto (contestualizzato tra la puntata di Futurama e quella dei Simpson) con i loro spot martellanti. Belen, per chi se la fosse dimenticata, è questa qui. Complice un momentaneo crash di Whatsapp vado fiducioso nello store e scarico l’app. Fin qui tutto bene. Apro, inserisco i miei dati, mi registro, e gli concedo pure di controllare la mia rubrica. Metti che quelli con cui stavo organizzando il calcetto sull’altra app fossero anche lì..

Lo scenario era invece sconsolante. Una notte buia e tempestosa 2.0. Una specie di Google+ versione instant messaging. “4 dei tuoi 327 contatti in rubrica hanno già WeChat. Comincia a chattare!”. Nessuno di loro, per la cronaca, aveva completato l’iscrizione. Demoralizzato, capisco che quella settimana non avrei potuto far parte del match al Dopolavoro. Di certo una delle peggiori perdite per il mondo del calcio dai tempi del prematuro addio di Van Basten.

Appoggio il telefono e continuo a menomare zombie alla Xbox. Dopo pochi minuti vibra tutto.

“Ciao! Kurioso il tuo niknameeeee!! kome ti khiami??” (N.d.A. sono serio, k e h insieme)

Una tipa che aveva messo la foto di sua madre in reggiseno mi stava scrivendo. Le rispondo perplesso. Non mi pareva di conoscere il nome.

“Ciao.. Lo strano niK è il mio nome. Tu chi sei?? Ci conosciamo?”

“AAHAHAHAHAHAAHAH ma daiiiiiiiiiiiiiiiii!!! Nn dirmi ke sei nuovo! Io sono  ***** piacere. D dv 6?”

“Ciao *****. Bologna e sì, temo di essere un novellino. Ma il numero 66 nel tuo nick cosa rappresenta? Il tuo sostegno alle Pantere Nere? Un accenno di satanismo borghese? Curiosa anche la tua foto, tua madre deve esser stata una gran bella donna”.

Una volta letti i 75 messaggi di insulti successivi capisco che ***** ha 47 anni e le garba farsi selfie al cesso in reggiseno. A occhio e croce non disdegna neanche il salame di cioccolata e le ciambelle.

Imparo così che WeChat, prima app di messaggistica in Cina e prima per aumento download anche in Europa è un ibrido tra Whatsapp, Badoo e Chat Roulette. Qualcosa di simile a Tinder e Grindr, ma molto più pettinata. In sostanza esiste un’opzione, “Persone Vicine”, che localizza la tua posizione e ti mostra tutti i single ingrifati gli utenti nei paraggi. Selezioni il sesso di chi vorresti conoscere (al netto di maschi gay e transgender che si registrano come donne, quei burloni), vedi chi è più vicino, gli fai le quattro domande standard (nome, provenienza, impiego, situazione sentimentale) e poi se pronto a, tipo, boh. Citofonare nella notte a casa sua presentandosi come Alex83? Mandare foto compromettenti con cui spassarsela il giorno dopo nei cessi dell’ufficio? Intrecciare rapporti epistolari infiniti sul cinema di Fassbinder con gente che non hai visto e non vedrai mai?

Evidentemente sì. Tutte e tre le cose. Insieme. L’invio di selfie al cesso è lo standard per tenere sul pezzo l’interlocutore. Una tetta se non rispondi per 30 minuti. Due per un’ora. Culi con mutandazze bianche se ti sei azzardato ad andare a lavorare e non le hai risposto per un giorno intero, che così “vedi che ti sei perso”. “Pivello”. Sexting si chiama. Mandare cioè messaggi sconci con foto hot a gente (s)conosciuta per noia e diletto. Ma sono sicuro che non vi sto dicendo nulla di nuovo, brutti maiali.

Ho usato WeChat per una settimana ma continuo a non capire il sextingPoco dopo mi scrive #####96

“Ciaooooooooo!! Che bella la tua foto di che zona sei??! Anche tu fai il classico al Minghetti?”

Ecco per l’agente della polizia postale che sta leggendo tutto ciò, io a lei non ho risposto. Sia chiaro. Anche se nella foto dimostrava ben più anni, agente. Anche se pure lei, al mio posto.. Va bene ma sua figlia non lo farebbe mai.. Di che anno ha detto che è la sua figliuola? Molto bene. Va al Minghetti immagino..

Per farla breve, nel giro di una settimana vengo importunato da:

– Madre 50enne che cercava nuovi posti (??) dove trovare un nuovo padre (?????) per suo figlio calciatore (allegati: foto di talentuoso figlio, video di gol di talentuoso figlio, cassetto biancheria)

– Studentessa 18enne di istituto tecnico (ma vicino casa mia non esiste nessun istituto tecnico!! che razza di geolocalizzazione è??) con la passione per la pubblicità (allegati: foto di tavole grafiche, foto di biancheria su tavole grafiche, foto di biancheria su ragazza 18enne)

– Operaia cassaintegrata 39enne che si demoralizza appena scopre che ho un lavoro e smette di scrivermi (allegato: rancore)

– Groupie 29enne interessata a cosa penso quando compongo (?) la mia musica (???) (allegato: video youtube di un suo live a San Polo Matese)

– Numero 4 studentesse fuorisede in paranoia per l’esame

– Numero 3 ragazzi che “scusa pensavo fossi una ragazza però ciao, già che ci sono, piacere”

– Numero 1 trans (che, per dovere di cronaca, ha subito ammesso le sue intenzioni. In maniera piuttosto sfacciata, ma le ha ammesse)

– Numero 2 commesse di negozi sotto casa in pausa pranzo (“Che taglia porti?”)

– Numero 4 indecise che han chiesto di contattarmi ma non mi hanno mai più scritto

In tutto questo trambusto, un 80% di “persone vicine” che scrivevano in cinese e che avevano facce tipicamente cinesi. Probabilmente, ho dedotto, cinesi.  Tutt’ora, controllando, la statistica dà ragione a loro. Sono molti di più. Ai miei amati complottari l’onere di far luce su questa anomalia.

Stanotte è una settimana che sono iscritto a WeChat. Domani la cancellerò. Non sono stato un degno interlocutore dato che nessuna Jemma91 mi ha citofonato e il cinema di Fassbinder lo reputo sopravvalutato. Non sono riuscito a contattare Belen e nemmeno Messi. Probabilmente faccio parte di una sacca generazionale che è condannata a non godere dei vantaggi della chat porno (troppo vecchio e snob per le chat di MTv a fine anni ’90, troppo giovane per Badoo oggi).

Per fortuna ho riavviato il telefono e Whatsapp si è rianimata. Ci siete ancora ragazzi? A che ora per il calcetto?

Come sempre ringrazio Mindtapes per i preziosi contributi fotografici

Cosa si nasconde dietro le feste Erasmus

Il seguente pezzo narra le vicende di un vecchio amico di (this), Tommy. Qui e qui potete leggere le sue passate avventure su queste frequenze. Non c’è bisogno che vi dica che il suo linguaggio e i suoi atteggiamenti razzisti e omofobi potrebbero urtare la vostra sensibilità. Quindi se preferite una lettura più costruttiva vi linko qui il blog di Selvaggia Lucarelli. Godetevelo tutto.

P.S. Se siete studenti Erasmus leggete solo i grassetti. Apprezzerete di più la vostra condizione attuale e forse non soffocherete il vostro compagno di stanza Jerman con un cuscino di Snoopy dopo che vi ha rubato l’ultimo grammo di afghano.

C’è stato un periodo, nella mia vita, in cui ero convinto che andare alle feste Erasmus fosse una figata pazzesca. Tutta quella gente da ogni parte del mondo che scambiava saperi ed esperienze come liquidi seminali in una gita scolastica mi faceva sentire un novello Marco Polo in un mondo multietnico, colorato, linguisticamente stimolante e sociologicamente necessario.

Al tempo frequentavo i corsi di semiotica, e come ogni studente di queste materie ero convinto che il mondo fosse realmente interessato alle teorie più esplorative della filosofia del linguaggio e della glottologia. Mi riempivo la testa di autori assurdi e teorie ingiustificabili per fare colpo sulla candidata della serata, andavo nella casa di turno e dopo qualche sorso di cocktail preparato sulla scrivania di una tripla a 250€ al mese spese escluse ero in pista di lancio per la conquista intellettuale.

Mi chiamo Tommy, ho ormai raggiunto la soglia dei 30 anni e da almeno 7 ho capito che gli studenti Erasmus sono la metastasi del cancro che lentamente ucciderà la nostra generazione. Una generazione cresciuta con il mito dell’Unione Europea e della cooperazione tra Stati per la valorizzazione delle risorse locali. Un cancro alimentato dall’edonismo promiscuo degli ultimi anni ’80 e dall’entusiasmo yuppie di una novella società post-sovietica che ancora non aveva considerato pro e contro di una libertà intellettuale acerba e ostinatamente localizzata. Chi parte per l’Erasmus a 20 anni vuole affermarsi come uomo di mondo ma finisce come tutti a studiacchiare per esami facilitati e a partecipare a feste orgiastiche benzinate a vino low cost e gente scalza che suona strumenti del proprio Paese.

Al primo anno di università facevo fatica a conoscere gente. I ragazzi autoctoni erano ancora schierati a testuggine tra di loro per l’entusiasmo delle scorribande condivise al liceo, mentre i fuorisede tendevano a fare gruppo per sostenersi e fingere di non avere nostalgia dei loro campi arati e delle feste del patrono di paese. Io vengo da uno squallido paesino del nord ovest e il mio concittadino che ha viaggiato di più è Enzo il fattore che tutte le settimane andava in città a comprare giornalini porno e birra estera per noi ragazzini entusiasti. Per ambientarmi meglio nella città ho cominciato a partecipare a feste di matricole ed Erasmus. Un bel paradosso a pensarci oggi perchè di tutti quei neomaggiorenni che stappavano birre calde e parlavano delle differenze tra una regione e l’altra ben pochi sapevano anche solo dove si trovasse il palazzo del comune o la biblioteca pubblica. Ho vivacchiato così per gli anni necessari, e una volta ottenuta la laurea son tornato a casa dei miei genitori. Anni belli, a pensarci bene, ma comunque filtrati dagli occhi di un ragazzetto amico delle droghe e per nulla oggettivo nei giudizi. Lunedì scorso sono tornato qui. Sette anni dopo. E sono finito in una festa Erasmus. Questo è quello che è successo.

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La spesa del perfetto Erasmus: Baci Perugina, tre bottiglie di limoncello e due confezioni di preservativi extra resistenti

Sto comprando birre in un supermercato del centro, già in ritardo per incontrare i vecchi compagni di studio. Siamo tornati in città per un week end revival: il programma è andare nel nostro pub di fiducia e raccontarci storie dei tempi dell’università, aggiornandoci sulla nostra vita attuale. Una bella merda a pensarci bene dato che nessuno di noi ha un lavoro che rimarrà lo stesso dopo i 6 mesi di contratto di apprendistato e le storie dei tempi dell’università le conosciamo già tutti. Oltretutto siamo già amici su Facebook quindi sappiamo abbondantemente i cazzi degli altri. L’unico ad avere una fidanzata è Antonio da Messina che si è congedato da lei con una scusa tipo vado a seguire un corso di aggiornamento. A luglio. Di sabato.

Mentre conto le monete per pagare le Peroni butto un occhio alla spesa delle tre tizie davanti a me. Sono tre spagnole bellocce, avrano sì e no 24 anni, e la loro spesa comprende tre bottiglie di limoncello cioccolatini e alcuni pacchi di preservativi. “Wow – penso – le ragazze sì che sanno come si organizza una festa cazzuta”. Prima che me ne possa rendere conto sono fuori dal supermercato a fumare con loro. Il sole batte forte, io lo spagnolo manco lo capisco, ma il messaggio è chiaro. Stanno festeggiando la despedida dal loro anno di Erasmus. Torneranno in Spagna a giorni. Un peccato perchè “a noi gli italiani piacciono tantissimo e vorremmo venire qui a trovare lavoro“. In bocca al lupo penso e intanto sono già in strada per casa loro, ospite improvviso di una festa di despedida che neanche so bene cosa voglia dire ma ci sono cioccolatini e limoncello quindi perchè no. I miei vecchi amici li ho liquidati col vecchio trucco del non ti rispondo alle chiamate. Hasta luego.

Mentre cammino ignorando ciò che dicono nella loro lingua penso che se ricordo bene le feste di studenti e soprattutto quelle Erasmus sono grosso modo così:

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Fucking Erasmus

Quello che invece mi ritrovo davanti è una mansarda soffocante piena di neomaggiorenni biondi o troppo poco biondi, intenti ad addentare manciate di patatine e a tracannare quella che loro chiamano la miglior sangria che berrai mai. L’aria già pesante è stuprata da musica folk cilena, Bella Ciao dei Modena City Ramblers in almeno tre lingue diverse e svariati pezzi di Manu Chao che forse anche lui si è dimenticato di aver composto o comunque non ne va certo orgoglioso. La padrona di casa è una tedesca scalza che gira per la casa brandendo un cannone grosso come un femore che premurosamente chiede a tutti gli invitati chi cazzo siano. Io sto cercando di capire quale tra i vini appoggiati sul tavolo di plastica non provenga dallo scaffale di un pakistano mentre perlustro con lo sguardo la stanza in cerca di qualche sguardo complice. Contro ogni aspettativa non c’è il santone bianco coi rasta, ever green tragicomico di ogni festa di studenti international che dispensa racconti e suggestioni su come la keta cingalese sia in effetti ottima per raggiungere il nirvana dovreste provare una volta cioè pazzesco non sai che viaggio.

Mi soffermo su un cinquantenne sudato che fuma un sigaro alla vaniglia da pochi spiccioli mentre cerca di convincere una ventitreenne che sul serio è uno scrittore e sul serio ha pubblicato diverse cose. Parla con la bocca impastata e si esprime così male che mi viene la curiosità di sapere se davvero la sua mano abbia regalato qualcosa ai posteri che non sia un abuso premeditato. Decido di scambiarci quattro chiacchiere. Pare venga da Roma ed è in città per seguire la tournee di suo figlio attore di teatro fisico che performa arti figurative immaginarie. Non so cosa stia dicendo e quando capisco che si scoperebbe anche me mi dileguo con una scusa.

Nel frattempo la padrona di casa si sta facendo spogliare con la scusa di un gioco alcoolico da due bosniaci con una evidente erezione che spunta dai loro shorts di triacetato. Le spagnole stanno cantando a cappella un coro della loro tradizione contadina e un calabrese con i peli che escono dal colletto della maglietta batte le mani a tempo, convinto di conquistare così la benevolenza necessaria a strappare la sega di fine serata. Un francese le accompagna ticchettando una lattina di birra con l’unghia del dito indice.

erasmus-party

Fai pace con questa cosa. E’ così.

Dopo oltre due ore di “In Italia è così” “In Austria è così” “In Francia è così” e di battute su costumi e cibi tipici mi sento già abbontamente sazio. Ho subito palpeggiamenti da una albanese che parlava con forte accento abruzzese e ho ascoltato tutte le motivazioni di una separazione tra un milanese e una napoletana con problemi di legnosità a letto. Il vecchio pederasta romano è tornato alla carica con una irlandese di 22 anni invitandola a Gabicce dove pare si beva il miglior Bellini della riviera e lui queste cose le sa perchè sa godersi la vita. Le tre spagnole stanno clamorosamente lesbicando tra loro mettendosi baci perugina ovunque succhiando limoncello. Alla fine lo sapevano davvero come organizzare una festa. L’argomento più stimolante affrontato durante la serata è stato il monologo di un texano che si vantava di aver ucciso durante un viaggio in Asia cuccioli di panda per diletto della sua consorte 45enne. Io nel dubbio me la squaglio.

Uscendo dalla casa controllo il cellulare. 32 chiamate dagli amici al pub. Li ho fatti aspettare abbastanza. Mi incammino con le mani nelle tasche verso ciò che nella vita conta di più:

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Grazie come sempre a Mindtapes per i preziosi contributi offerti

Scusa, amore, ma si è fatta una certa

Mi chiamo Fabio sono del sagittario e nell’oroscopo credo solo quando devo dare un esame all’università.

Che poi l’università l’ho cominciata solo per giustificare un ragionevole periodo di vacanza lontano da casa dei miei, prima di subentrare a mio padre nel lavoro che ha finanziato i miei vizi negli ultimi 12 anni. Sia chiaro, sono tuttora convinto che il corso di Storia della Danza e del Mimo sia il giusto grimaldello per entrare a testa alta nel difficile mondo dell’arte, ma ecco ho sviluppato un moderato scetticismo sulle possibilità di arricchimento offerte da corsi di laurea che non insegnino a limare il legno o a creare un sistema adiabatico chiuso che impedisca di scambiare calore con l’ambiente esterno. Il contrario di sistema adiabatico è invece sistema diatermico. Nozione fondamentalmente inutile per il 60% della popolazione mondiale. 60% della popolazione mondiale che ironia della sorte è la stessa percentuale di umani a rischio disoccupazione e povertà estrema. Dove eravate durante le lezioni di fisica alle scuole superiori? Ecco. La vendetta è un piatto che va servito freddo. Possibilmente con contorno di privazioni e sentimento di inadeguatezza. Stronzi.

Ho avuto relazioni stabili ho avuto flirt di una notte ho avuto storielle da autostazione di un mese ho avuto mesi in cui mi uccidevo di seghe.
Tutto nella media.
Tremendamente nella media.

Non è che le donne mi facciano paura. Parlerei più di una progettualità scostante osteggiata da una contrattualizzazione a progetto che se da una parte mi impedisce di guardare lontano dall’altra mi spinge a tener gli occhi aperti per trovare nuove opportunità. Tutto qui.
Tutto nella media.
Tremendamente nella media.

uomo-amore-città-bolognaL’unico vero amore della mia vita l’ho conosciuto quando arrivai in questa città per studiare. Lei era bellissima e misteriosa. La conobbi sceso dal treno quasi per caso, mentre aspettava chissà chi ma giureri fosse lì per me. Ebbi una epifania pari solo a quella di un teenager degli anni ’90 che vede per la prima volta Natalie Imbruglia nel video di Torn. Mi scontrai con lei con la delicatezza di un goffo ciccione che si fa largo tra la folla per arrivare alle pizzette fredde di un aperitivo. Con una scusa la convinsi a farmi conoscere le strade della zona universitaria, a passare sotto i monumenti che fino a quel momento avevo visto solo in fotografia, a mangiare il cibo da strada locale, vero termometro della civiltà di una popolazione.

L’estate era in dirittura d’arrivo e solo la consapevolezza di aver aperto un nuovo capitolo della mia vita sopiva l’amarezza di un nuovo autunno alle porte. Città nuova, indipendenza garantita comunque da un assegno mensile dei genitori, convivenza con gente di tutto il mondo e finalmente materie da studiare che io e solo io avevo scelto con la consapevolezza e la maturità di un 19enne con le idee chiare e le palle del proprio futuro ben strette in pugno.

Le prime settimane ci siamo annusati a vicenda. Lei veniva da alcuni anni di relazioni turbolente con persone che non ne avevano gradito lo spirito libero e la voglia di mostrarsi. Io francamente ero bloccato da questo suo passato così burrascoso e per adeguarmi adottai atteggiamenti e abitudini che oggi ricordo con tenerezza. Abbigliamento sdrucito e una rigida dieta fatta di droghe scadenti e vino in offerta, ritmi di vita da barbagianni e igiene personale discutibile. Il tutto ovviamente condito da una inammissibile condotta universitaria e alcuni problemucci con lo Stato.

fattanza-cittàCon il tempo ho imparato a battere il mio sentiero personale e ad equilibrare le pulsioni autolesioniste con il mio amore incondizionato per lei. Insieme siamo cresciuti fino ad ottenere la maturità di relazione che solo chi sa perdonare può godersi. Intanto le ondate di studenti che ogni anno arrivavano per conoscere la città mi davano sempre più una sensazione di invasione del territorio, cominciai a ricordare con nostalgia i primi tempi in quel luogo che ormai non c’era più, ferito a morte dalle sferzate di un giovanilismo forzato che mal si accostava alla bonarietà borghese della città.

Mi accorsi con stupore che la nostra relazione mutava col mutarsi della città. Più le spinte dal basso proponevano uno svago deviato e irrazionale, più noi ci chiudevamo a riccio per preservare la nostra intimità e complicità. Ma non sempre ciò che più ami può fiorire al buio di una stanza, protetto dalle fredde correnti del cambiamento. Quanto si può andare avanti facendo finta di nulla? Cosa ci tiene ancora insieme, il ricordo o il futuro?
Chi si avvicina ai 30 anni vive ogni giorno come un conflitto. Accelerare o frenare. Guardarsi indietro o progettare. Procrastinare o procrastinare assai. La strada dell’eccesso porta al palazzo della saggezza, sosteneva Blake evidentemente ancora strafatto di oppio e sconvolto dai primi sintomi dell’itterizia. Io a quel palazzo non ci arrivai mai. Mi fermai prima. Ma lei proseguì.

La vedo ancora oggi, mutata e mutante, che fa della propria bellezza l’unica carta giocabile per attirare le attenzioni su di sé. Non c’è gioia nei suoi occhi, non c’è memoria di quel che è stata. Vedo solo rassegnazione e consapevolezza che i ricorsi storici hanno cicli di vita ben più brevi di quelli che il Vico ci voleva rifilare.

Non l’ho potuta più guardare con gli stessi occhi.
La magia, come per incanto, era svanita.

Lei era di un altro.
Lei era di altri.
Lei era di tutti.
Come è sempre stato e sempre sarà, nonostante lo sguardo innamorato di un ragazzino che da questa città si era fatto rubare il cuore.

Tutto nella media. Tutto tremendamente nella media.

Sasha Grey dj set, ovvero perché l’Italia può uscire dalla crisi

Come già successo in passato, offriamo ad un amico di (this) la possibilità di esprimere il proprio giudizio su un argomento di scottante attualità. Uno spazio di vera democrazia partecipata che in realtà nasconde la nostra pigrizia e mancanza di iniziativa. Mentre Daniele Daino (questo il nome non verificato del nostro amico) tratteggia la serata con argomentazioni inattaccabili, offriamo la sintesi della serata di Sasha Grey a Bologna in versione ridotta tramite i fumetti del Semplicista (in fondo all’articolo).

Rischiando di mettere a repentaglio un rapporto di fiducia instaurato con fatica fra le mille difficoltà tipiche della vita di una giovane coppia precaria, sabato sera ho deciso di assistere al dj set di Sasha Grey all’insaputa della mia ragazza. Scusa Cara, ora lo sai, ma se posso addurre motivazioni plausibili alla mia scelta, sappi che l’ho fatto solo perché secondo Facebook era l’evento dell’anno ( il numero di partecipanti superava quello della popolazione del Liechtenstein).

E’ tarda notte e Bologna sta vivendo il suo primo week end di primavera. Tanto basta a riempire strade che fino a una settimana prima sembravano il set per l’ultimo sequel di Silent Hill. Bologna è sempre stata città di poser: il vero party harder si fa pestare un mojito e lo sorseggia in dehor anche se Thor, Subzero, Blizzard, Booster o qualsiasi altro fottuto buridone invernale di turno sta sferzando la città. Ma siamo in pochi a crederci.

Oggi invece sono tutti fuori. Mi dirigo verso le ex Scuderie superando a fatica una selva di bonghi, dodicenni bulimiche in pantacalze seviziate da tamarri dell’Itis Majorana, secrezioni organiche prodotte da stomaci catanesi in subbuglio per colpa di capponata del Lidl e spacciata come cucinata sul momento manco si fosse il più abile e cocainizzato cuoco di master chef al solo fine di farsi figo con l’amica della coinquilina conosciuta al corso di tessuti. Mi volto un secondo indietro per riammirare lo spettacolo umano di Piazza Verdi. Un inferno simile è tutto ciò che augurerei a un comitato di residenti scassa cazzo. Ops, mi ero scordato, non c’è bisogno dell’augurio, lo vivono davvero, che bello.

E’ mezzanotte passata. Ho paura che Sasha abbia già iniziato il suo set. Cazzo sarà un carnaio ingestibile, per arrivare vicino alla consolle dovrò superare qualche migliaio di onanisti sfegatati, ed esibizionisti da chat roulette. Chissà che entrata avrà fatto. Avrà lanciato dildos colorati a una folla di misogini in delirio come fanno le standiste al Motorshow con i cappellini della Polini. Magari si è presentata con un costume di scena, che so, sfoggiando i residui un dirty sanchez  ( per chi non conoscesse http://www.urbandictionary.com/define.php?term=dirty%2Bsanchez) con il moustache alla francese. Oppure, da brava paraculo avrà scelto un costume fatto apposta per esaltare la platea del belpaese, magari la foto di rocco Siffredi spillata sul petto tipo Gheddafi in visita ufficiale o una maglietta con Gramsci che fa un Tony danza alla Merkel ( per chi ignori il significato del Tony danza ecco qui un altro suggerimento ipertestuale http://www.urbandictionary.com/define.php?term=tony%20danza).

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Forse volo eccessivamente con la fantasia, l’organizzazione ha già fatto intendere che sarà un dj set sobrio ed elegante. Lo ammetto, sono un fan dell’ultima ora, conoscevo poco la carriera della Grey ma con grande abnegazione mi sono subito informato sulla carriera della pornostar/artista/marxista/attrice/performer/. Più che i tutorial su Youporn, utili soprattutto a capire perché anche rocco Siffredi le dedicò attestati di stima con serafiche esclamazioni del tipo “Cazzo ragazza vacci piano”, è il capitolo riconoscimenti di Wikipedia ad avermi impressionato. Una sfilza di premi da far impallidire persino il palmares del Barcellona di Messi o il finto curriculum di Giannino. Ve la incollo no per pigrizia, ma solo per dare idea dell’impatto visivo:

  • 2007 AVN Award for Best Three-Way Sex Scene – Fuck Slaves (con Sandra Romain e Manuel Ferrara)[16]
  • 2007 AVN Award for Best Group Sex Scene (Video) – Fashionistas Safado: The Challenge[16]
  • 2007 XRCO Award for Best New Starlet[17]
  • 2007 Adultcon Top 20 Adult Actresses[18]
  • 2008 AVN Award – Best Oral Sex Scene, Video – Babysitters[19]
  • 2008 AVN Award – Female Performer of the Year[19]
  • 2008 XRCO Award for Female Performer of the Year[20]
  • 2009 XRCO Award for Mainstream Adult Favorite[21]
  • 2010 AVN Award for Best Anal Sex Scene – Anal Cavity Search 6[22]
  • 2010 AVN Award for Best Oral Sex Scene – Throat: A Cautionary Tale[22]
  • 2010 AVN Award for The Jenna Jameson Crossover Star of the Year[22]
  • 2010 FAME Award – Favorite Oral Starlet

Questa sera però si parla di musica. Sasha non è Sara Tommasi, non è idiota e non ha studiato alla Bocconi (spesso sono sinonimi ). Musicisti non ci si improvvisa cosi da un giorno all’altro e la ragazza anche in questo campo presenta un cv di tutto rispetto. Già nel 2007 era stata scelta dagli Smashing Pumpkins per l’artworkdell’album Zeitgeist ed era apparsa nel video musicale di Superchrist.

Nel 2008 ha iniziato una collaborazione con Pablo St. Francis in un progetto industrial chiamato aTelecine e fonti non confermate mi dicono che abbia pure inciso un pezzo coi Throbbing Gristle e ha prestato la voce per un pezzo dei Current 93.

Current 93, Throbbing Gristle, però, “robba seria”. Mentre inizio a figurare nella mente il set della Grey come una figata degna di Flyng Lotus noto qualcosa di strano. Il locale è semivuoto.

Come???

E i 12500 partecipanti?  E i pullman da Brescia? Non mi dire che erano tutti a Milano già giovedi per la prima data del tour. Ma dai, non ci credo, il fuori salone a Bologna è stato scoperto un anno fa e c’è ancora chi crede che si tratti di una svendita di Aiazzone (forse è meglio cosi.). Qualcosa non torna. L’orologio segna l’una e lo show non è ancora cominciato. In consolle c’è Manali Nic che si diletta in un dj set hip hop degno del miglior lunedì sera al Soda Pop. L’atmosfera è moscia come qualcosa che non è mai stato in mano al main guest della serata. La selva di onanisti si affloscia come piantine di basilico senz’acqua.

sasha-grey-bologna

D’un tratto si spengono le luci è lei, si è lei. No è un’altra signorina in abiti succinti che armeggia con il pc. Un secondo entra un’altra ragazza, ha il caschetto, si lo stesso che sfoggiava a DeeJay Tv, a folla si infiamma, è lei ! Può partire l’house of bordello!

Mica tanto.. la Grey entra in punta di piedi con una timidezza al limite del candore, sembra una scolaretta di quelle cantate da Vasco nei suoi evergreen, ma senza alcuna traccia di eroina nell’ambiente. Accenna sorrisi imbarazzati davanti alla platea senza neanche alzare lo sguardo, più che la pornostar più assatanata di tutti i tempi sembra Forza Chiara da Perugia al rientro in classe dopo aver saputo che il proprio video ha raggiunto le prime 40.000 visite. E perché quell’altra sgallettata non si leva dalla consolle?

Parte un mix ignobile, tanto fuori tempo che anche Gaizka Mendieta sotto ketamina avrebbe saputo fare di meglio. Sembra ci sia un problema tecnico. Per questo la ragazza che ha tutto l’aria di essere il suo fonico sta ancora armeggiando con il laptop di Sasha. Ok si può partire, problema risolto, Sasha armeggia pitch e fader agile e sicuro come un deputato grillino  tra i codici della costituzione. La fonica non se ne va. Chiedo lumi agli astanti. “Si certo che non se ne va, è la sua assistente, la aiuta a mettere la musica”.

Per i primi 12 secondi faccio finta di non aver sentito, poi non resisto, scoppio  in una risata fragorosa. Nessuno mi sente, sono tutti ipnotizzati verso il palco in adorazione della ex- dea del porno anche se la sua faccia è gonfia come quella dell’ultimo Elvis. Non capisco sia metadone o stia solo ingrassando per un nuovo ruolo nell’ultimo film di Soderbergh.

La sua consolle non è composta da eunuchi portoricani intrecciati a mò di Tetris. Non è nuda. Lo so non siamo un night, ma cazzo indossa un gillet più castigato di quelli di mia zia Gelsomina. Sembra Jessica Biel quando recitava in Seven Heaven, un toro costretto nei panni dell’agnellino. Si avvicina un collega mi racconta di averla intervistata:

“Che gli hai chiesto? Se si vergognava di compiere queste truffe?” Gli chiedo.
“No gli ho chiesto come mai piace cosi tanto alle donne.” Mi volto di scatto e compio un veloce scan della sala. In effetti di donne ce ne sono, alcune anche vestite in lattice o con tamarrissimi  reggicalze in bella vista. Mi fate tenerezza giovani emuli, se questo è il vostro modo per rimediare una scopata avete scelto davvero la serata sbagliata. Se invece apprezzate l’ecletticità del personaggio, per favore dite a Sasha che continui a dipingere, posare per gruppi fighi, recitare, propugnare la dittatura del proletariato, ma cristo che si levi della consolle. Ho appena sentito approcciare un mix tra revolution 909 dei Daft punk e un pezzo di proto-acid-merdaskrillez- dubstep di quelli talmente brutti da poter fare da soundtrack a un film di Korine. La serata procede con una flemma disumana. Le prime file sono rapite dal set come giovani boyscout davanti a Papa Francesco:  una venerazione molto morigerata.

Cerco di istigare alla violenza un gruppo di militari veneti che accennano un timidissimo “faccella vedè”. Il mio obiettivo è vedere la platea maschile assalire il palco come fanno i marines americani di Apocalypse now quando cercano di “conoscere”le conigliette di Play Boy. Macché, gli onanisti sono atrofizzati da migliaia di ore di buffering e polluzioni in posizione ergonomica. I più normodotati accennano a qualche fischio o qualche coro, ma poi si ributtano a mirare silenziosi un po’  la Grey e un po’ il fondo del proprio bicchiere riflettendo tristi a quanto è lontana l’ultima scopata rimediata ai tempi di Badoo.

sasha-grey-bologna

Momento Surreale e dadaista, incontro Bunna degli Africa Unite. Probabilmente è qui da quando ha scoperto delle radici marxiste della Grey. E’ il preludio al Deus ex machina della serata, l’uomo che ribalta le sorti della  festa. Scorgo prima l’inconfondibile cravatta arancione, poi l‘intera sagoma paffuta di Andrea Diprè, critico d’arte, scopritore di talenti da strada nonché mio personale idolo trash.

Il buon Diprè ha fissato un appuntamento a Bologna la Grey, sua grande amica, per realizzare un progetto insieme. L’incontro è avvenuto il pomeriggio stesso e si è sublimato in una performance video artistica in cui il grande critico ha presentato e raccontato un live painting della performer americana. “Lo vedrai su Youtube, fra qualche giorno”. Cazzo, Andrea, Sasha che dipinge e tu che ne decostruisci la poetica è roba da far crashare Youtube e polverizzare tutti i record di quel ciccia bomba sudcoreano che con le sue canzoni di merda sta per far scoppiare la prima guerra termonucleare.

Offro un cordiale ad Andrea per saperne di più, perdendomi fra profonde analisi.
” Sasha…è un personaggio interessante”.

“Perché?

……silenzio.. ”No ti dicevo, è comunque un personaggio stilnovisticamente interessante”

Ti amo Diprè.

Mentre disquisisco con Andrea la serata volge al desio. Nel frattempo c’è stato qualche momento electro non male, ma nel complesso il set si può definire una prestazione ampiamente insufficiente, e poi era tutta farina del sacco della sua collega-stagista- miracolata-dj.

Nulla di fatto, nessuna scena sodomitica, nessuno spettacolo, nessuna orazione a difesa del salario minimo, nessuna lettura musicata di qualche passo del suo bestseller e soprattutto un dj set più imbarazzante di quelli che si fanno alle feste di laurea usando youtube. So che non si tratta solo di una zoccolona, e ho anche provato a spiegarlo alla mia fidanzata (e vi assicuro descrivere come artista tout cort un personaggio che ha vinto per 3 volte il premio come miglior deep throat mondiale non è facile). Conosco la sua carriera da attrice, ha recitato per Soderbergh  ed è andata con un film al Sundance festival, DUNQUE mi chiedo: perché, tra i tanti talenti di cui è dotata, questo interessante personaggio ha scelto di dedicarsi al djing? Perché girare i locali rivelando ai propri fan una incapacità tecnica sconcertante quasi quanto un qualsivoglia outfit di Lapo Elkan?. Il filone “dj set del personaggio famoso che non ha mai visto un vinile o un cd in vita sua” è l’ultimo trend in fatto di truffe legalizzate, ma poiché la cultura è ormai un concetto talmente aleatorio da sembrare un contenitore vuoto da riempire a proprio piacimento, lungi da me criticare questo tipo di esperimento artistico. Mi chiedo solo perché un cristiano dovrebbe spendere 22 euro per una simile boiata. Per nessun motivo, ma se all’estero vedono l’Italia come il paese che candida Patrizia D’Addario a suo rappresentante in Europa, alla fine ci sta che qualcuno provi a infinocchiarci.  È andata male, forse non siamo cosi capre e nonostante tutto c’è ancora speranza  per questo paese. Almeno fino a quando su Facebook non arriverà la notifica “Sei stato invitato al dj set di Sara tommasi”.

We Believe in.

Daniele Daino

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Oroscopo 2013 per stupratori seriali

Il bello del nuovo anno è che nessuno ricorda mai i propositi dell’anno precedente, naufragati di norma dopo poche settimane di tentativi. Se d’altra parte così non fosse, all’urlo di “anno nuovo vita nuova!” arriveremmo alla soglia dei 50 con un bagaglio di personalità multiple da far invidia al miglior Capezzone. L’arrivo del 2013 è però una nuova fantastica opportunità di leggere cosa gli astri hanno in progetto per noi e parlarne a iosa con tutti i nostri amici. Amo gli sciamani televisivi alla Paolo Fox che grazie a complesse pratiche divinatorie possono rivelarti se il colpo in banca andrà bene o le vendite dei tuoi braccialetti di perline e legno supereranno le aspettative.

oroscopo-2013Digitando parole a caso su google tipo oroscopo, astri, previsioni e insicurezza non è raro trovare menti illuminate che anticipano a tutti noi il futuro più prossimo. Congiunzioni astrali, allineamenti di pianeti, passaggi celesti tutto ciò che non può essere verificato va bene per spingerti a investire in quella fabbrica di sigari al cumino o farti avanti con la donna che ad un occhio poco attento sembrerebbe ignara anche solo della tua esistenza. “Urano è sempre in Ariete, regalando un tocco di audacia ai segni di Aria e a quelli di Fuoco”. Sti cazzi, diamojene.

oroscopo-2013-sessoCiò che tuttavia risulta fastidioso è l’incalzante ottimismo che sempre caratterizza le previsioni. Mai un “attento ad attraversare la statale di notte” o “non andate con quella minigonna nel raduno degli Hells Angels di Ozzano Emilia” o meglio “diffida dai tumori”. Andiamo, il mondo là fuori è molto più interessante di come Vogue ci vuole dare a bere, e perciò noi di (this) abbiamo deciso di divinare il futuro dei reietti della società, dando loro una reale interpretazione di ciò che sarà il loro personalissimo 2013.

ARIETE – Saturno viaggia in Scorpione soltanto dall’ottobre precedente, dopo circa tre anni trascorsi in Bilancia. Ciò vuol dire che quest’anno la vostra coca avrà finalmente più successo a patto che la smettiate di tagliarla con talco per il culo. Nettuno in Pesci e Giove in Cancro vi permetteranno di farla franca con più facilità di martedì a patto che decidiate di usare violenza solo su persone il cui nome contiene la lettera R.

TORO – Quel cuba libre che avete rubato ad una ragazza la notte di capodanno lo pagherete caro, amici del Toro. Le spese per la cura del’epatite vi manderanno in bancarotta e quella troia di vostra madre vi denuncerà alle autorità dopo aver trovato quel ragazzino in cantina. Per quelli della seconda decade si apriranno interessanti opportunità di affari con la nuova mafia congolese. Attenti a Plutone in Capricorno e Saturno in Scorpione.

GEMELLI – Sniffare coca dal culo di troie asiatiche è la vostra passione, lo sappiamo bene, ma nel 2013 dovrete limitare i vostri vizi. Soltanto Giove, come ogni anno, traslocherà nel segno successivo, passando da Gemelli in Cancro a fine giugno. Questo vuol dire che il vostro appeal sui papponi verrà meno e dovrete tornare a cercare compagne di giochi fuori dai licei artistici. Negli ultimi mesi dell’anno giocate una tripla sul campionato di basket peruviano, ricche sorprese potrebbero colorare il prossimo Natale.

CANCRO – Sarà un anno di merda, eccezion fatta per quella acuta sifilide che metterà a repentaglio la vostra capacità riproduttiva. Il resto purtroppo andrà male. Cascasse il mondo il 7 di agosto non andate in spiaggia. E ricordate di non stuprare mai nei giorni dispari se indossate calzature bianche.

LEONE – Il miglior anno di sempre, soprattutto perchè avete già raccolto abbastanza sfighe nei precedenti. Il rischio amputazioni ad uno dei vostri familiari è stato scongiurato grazie a Giove in collisione con la via lattea ma la possibilità di una prolassi anale è sempre corposa. Evitate i cibi piccanti il latte di soia e aprite il vostro cuore a ripetizione con bigliettini pre-stampati.

VERGINE – Vi hanno sempre preso per il culo per il vostro segno ma quest’anno avrete la vostra rivalsa. Il vostro compagno di cella smetterà di abusare di voi se durante i feroci amplessi urlerete frasi del Settimo Sigillo di Bergman, e da lì conquistare la stima del branco sarà un attimo. Per quelli non ancora ospiti dello Stato, il mese di Gennaio sarà all’insegna dell’amore per la salute del lavoro. Approfittatene per mandare curriculum a caso.

BILANCIA – Plutone e Urano porteranno molti cambiamenti nella vostra vita. Ricordate perciò di offrirgli il giusto tributo di sangue mestruale da sorseggiare sulla terrazza di un amico ricco. Non è un buon anno per dichiarare guerra all’Oman limitatevi allora ad un bagno caldo con schiuma da fare quando più preferite. Durante le prossime elezioni ricordatevi di dichiarare il falso in caso di intervista per gli exit poll.

SCORPIONE – Saturno è nel vostro segno, Plutone è in sestile, Nettuno in trigono e Giove lo sarà da giugno: in parole semplici, smettete di bere quella merda di vino del supermercato prima che sia lui a smettere voi. Le donne che seguite normalmente nei garage sotterranei quest’anno hanno avuto un oroscopo positivo, quindi a voi non potrà che andare di merda. Ripensate il vostro giudizio sul découpage d’altura e fatene la chiave per il cuore del poliziotto che vi fermerà.

SAGITTARIO – E’ arrivato l’anno in cui sarebbe saggio farsi controllare qui nei che vi sono cresciuti sulle pupille. In caso di diagnosi nefasta, disseppellite i corpicini che tenete in giardino e date un barbeque per tutto il vicinato. Non c’è niente di più lieto che lasciare un bel ricordo di noi alla gente.

CAPRICORNO – Saturno in Scorpione potrebbe creare qualche difficoltà, frapponendo ostacoli tra voi e i vostri obiettivi. Mirate al cuore e non avrete di che proccuparvi. La vostra passione per l’entomologia forense porterà finalmente i risultati attesi, e la vostra copertura non dovrebbe saltare prima di Giugno. A quel punto, Haiti sarà la tappa che più si adatta ai nati nella prima decade. Per quelli della terza, Pesaro dovrebbe andare benissimo.

ACQUARIO – Premesso che Urano quest’anno sarà la vostra personalissma puttana, Giove illumina il principio del 2013. Fate tesoro di queste nozioni quando dovrete spiegare al gioielliere perchè ora l’arma in mano ce l’ha lui e voi siete quello riverso a terra col sangue negli occhi. Prendete di petto le sfide della vita e pulite una volta per tutte i resti di merda dal vostro cesso. No, pisciandoci sopra non va bene.

PESCI – Brutte notizie, nati sotto il segno di Pesci (cit.). La vostra inettitudine con i motori a scoppio causerà un crash di sistema al CUP per cui nessuno potrà mai più prenotare una visita medica. Arraffate tutto ciò che potete prima di darvi alla fuga e ricordate che sporcare la targa spesso non basta per farla franca. Rendete orgogliosi di voi gli zii adottando un chinchillà.

Buon anno a tutti