10 tipi di sportivi post-vacanza

Prima di essere una stagione dell’anno, l’estate è innanzitutto uno stato mentale. Gioia, spensieratezza, senso dell’avventura? Cazzate. L’estate è sopra ogni cosa una resa senza condizioni alle nostre debolezze.

C’è un sottile sentimento di lassismo autolesionista nella stagione calda che fa si che tutti gli sforzi fatti durante l’anno per rimettersi in forma, entrare nei vestitini di cotone o eliminare vizi di varia natura vengano meno in quelle poche settimane di vacanze di agosto.

Diete, fioretti, jogging selvaggi a due giorni dalla prova costume, sono solamente crediti da giocarsi con la nostra coscienza per scolarsi una birra in più in spiaggia (“Ho corso sul tapis roulant per 8 mesi, una birretta in più me la posso pure concedere no?”) o ingollarsi interi silos di gelato alla gianduia.

Sportivi post-vacanza
Secondo dati Ho Chiesto A Diversi Amici, il 90% di voi è andato in posti dove sì il mare è bello sì i paesaggi sono mozzafiato sì la cortesia della gente ma la cucina locale è annoverata dal Consiglio per la sicurezza Nazionale come nemico della democrazia e dei vostri jeans ultra skinny che fino a giugno vi calzavano come un guanto. Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Grecia, Spagna o Berlino che sia (Berlino, esatto. Come sapete la gente oggi non va in Germania, va a Berlino) il fil rouge delle vostre vacanze è stato questo SMS inviato agli amici rimasti in citta: Sto mangiando come un cinghiale, da settembre torniamo in palestra.

Eccoci qui, allora.

Il 70% del fatturato annuo delle palestre si materializza proprio adesso, quando neanche gli specchi magici di H&M possono più mentire sulla propria forma ellittica, e la reazione è una sola: da lunedì comincio con la palestra / il calcio / la danza / una forma qualsiasi di hobby brucia calorie. Ovviamente i (buoni) propositi essendo tali durano di norma quanto un governo della sinistra: poco e male.

Le tipologie di sportivi post-vacanza sono decine, ma per facilitare la digestione di questo ennesimo boccone di troppo le ridurremo a 10.

1) I Corridori – I corridori last minute li riconosci prima ancora che dalla corsa dal loro abbigliamento. Indossano maglie di gruppi o di squadre da calcio e calzano sneakers. Spesso sfoggiano occhiali da sole e uno smartphone in mano, con il quale alla fine del primo giro si faranno autoscatti per condividere con gli amici quella pazza esperienza. Raggiunti i 30 like abbandonano l’attività.

2) I Gym Tonic – La piccola Jane Fonda che si allena esausta nel cuore di tutti noi ogni tanto alza la voce e ci spinge a poggiare il nostro drink e a muovere il culo in una palestra attrezzata fino ai denti. Ovviamente la funzione di gran parte dei macchinari è oscura ai più e ci si rassegna rapidamente all’allenamento preimpostato del tapis roulant e della cyclette. Presi a schiaffi dalla noia già al secondo allenamento, difficilmente ci si ripresenta al terzo.

3) I Falcão – Questa categoria prende il proprio nome dal brasiliano Alessandro Rosa Vieira, meglio noto appunto come Falcão, a detta di molti il miglior giocatore al mondo di calcio a 5. Dopo i primi successi fu chiamato da una delle squadre di calcio a 11 più forti del Sud America, il San Paolo. Purtroppo il campo grande e le corse estenuanti non erano sostenibili per il minuto Alessandro, che tornò mesto alla sua categoria di competenza. Fanno parte di questa categoria tutti quelli che si danno al calcio per sgranchirsi le gambe con gli amici. Sfiancati, in breve passano al calcio a 7, e in men che non si dica eccoli alle prese col calcio a 5, dove gli scatti e le progressioni sono ridotti a livello “teenager ai primi giorni di saldi”. In poco tempo anche questa categoria diventa troppo estenuante e l’unico calcio giocato sarà quello dell’XBox.

4) I nuotatori – Forse i più pericolosi. Generalmente desistono quando vedono che tipo di costume e cuffia bisogna indossare in piscina. Se non lo fanno, smettete di frequentarli. Chi va in piscina parla solo di quanto gli faccia bene e di quanto si sentano più tonici da quando nuotano. In realtà stanno cercando di convincere loro e non voi stessi.

Sportivi post-vacanza
5) Gli Audaci – Stanchi dei noiosi sport mainstream, questi sportivi post-vacanza spulciano la rete alla ricerca di attività fisiche innovative e cool. Che sia rugby sui pattini, parkour o cross-fit non importa. L’importante è avere l’attenzione di tutti quando li si racconta al bar. Di solito una frattura scomposta o una lesione articolare riducono velocemente gli entusiasmi.

Sportivi post-vacanze
6) Gli Old School – Appassionati di skate, roller, biciclette, pattini e surf, unitevi!  Scordatevi le rotule e le clavicole sfondate che vi avevano costretto a 16 anni ad appendere le ruote al chiodo, cosa c’è di meglio di uno sport ad alta velocità che richiede equilibrio e pratica costante?

Sportivi post-vacanza
7) I Combattenti – Una generazione cresciuta con schiaffi nei cartoni, schiaffi nei film, schiaffi a scuola e schiaffi all’autostima non poteva che crescere con il mito del Ju Jitsu e del Muay Thai. Cinghiamattanza a parte, ogni disciplina di schiaffi ha una sua cultura e dignità, ma possiamo anche sbattercene delle radici culturali e pestarci come non ci fosse un domani in nome del fitness (“Un tizio aveva il culo che sembrava pasta lievitata. Dopo qualche settimana era scolpito nel legno” cit.). Gli specialisti di rinoplastica ringraziano.

Sportivi post-vacanza

8) I Combattenti 2.0 – Dopo il Mixed Martial Arts vale tutto. La ricerca delle arti marziali più esclusive non conosce limiti, e gli adepti di queste guardano i semplici Combattenti con la stessa tenerezza con cui voi guardereste il video di un piccolo riccio che abbraccia un cucciolo di panda che accarezza una gang di gattini grandi come un palmo di mano mentre due anziani si danno un bacio dandosi la manina.

Sportivi post-vacanze

Japanese Neon Lamp Fights. Esiste davvero, giuro.

9) I Danzatori – La danza non sarà un vero e proprio sport, ma esiste Beyoncé. E da quando esiste Beyoncé tutto ciò che fa Beyoncé va bene se questo vuol dire essere Beyoncé o anche solo assomigliare a Beyoncé. Beyoncé, ragazzi..

10) I Peronisti – intesi come cultori della birra Peroni, e non effettivamente del caudillo argentino, i Peronisti sono gli sportivi più sinceri. Parlano di future attività fisiche mentre scolano la terza birra della mattinata, si ripromettono di dare una svolta alla loro sedentaria vita ipercalorica, ma alla fine rimangono fedeli alla linea (curva) e risultano sorprendentemente i più felici di tutti.

Sportivi post-vacanze
Che poi per evitare di parlarsi addosso ripromettendosi cambi irreali di stili di vita basterebbe solo un po’ di buon senso. Pasti regolari, un po’ di dinamismo e un consumo moderato di alcoolici. Oppure gettare la bilancia vestirsi largo come nemmeno 2Pac oserebbe e stapparsi cartuccere di birre alla salute di James F. Fixx, inventore del jogging, morto di infarto mentre faceva jogging.

E poi dicono che le startup migliorano la vita.

La colpa dei contributi foto e video è di Mindtapes

Ho scoperto il mondo dei video pre-diciottesimi e ora non ho più una vita

Leggo la pagina politica del giornale on line con lo stesso stato d’animo di un cestino per la raccolta differenziata. So che dovrei aspettarmi un comportamento etico e responsabile e invece riceverò solo assorbenti usati non adeguatamente impacchettati e cartacce di kebab piccante. Non che abbia niente contro i kebab piccanti, ho un sacco di amici kebab piccanti, però ecco se devono arrivare qua a importunare i nostri processi digestivi possono tranquillamente tornare da dove vengono.

C’è il sole ma non abbastanza per goderselo. Mi annoio come un attore porno in un video della Tommasi e quindi decido di trovare qualcosa che renda gloriosa la giornata. Lo trovo grazie ad un link di un tipo che non conosco e che forse non smetterò mai di odiare e amare, un po’ come il punkabbestia di Brindisi che mi rivende la bici che mi ha appena rubato, ma ad un prezzo vantaggioso e ci aggiunge anche dell’ottima ketamina. Il fatto è che subisco da sempre il fascino dei neologismi come lollare, taggare, disforico, esodato, Letta premier. Annuisco mentre le leggo sicuro di capirne il significato e talvolta me li rigioco pure senza maneggiarli ancora troppo bene: “Grande zio, ‘sto esodato virale ti ha taggato in un sexting troppo lol, loggati come Letta premier e risp asap”. Mi sento al passo coi tempi e soprattutto per comprare droga dai ragazzini fuori dalle medie devi parlare la loro lingua che già ti inculano alla grande poi almeno l’agghiunta te la meriti come quando vai all’estero e acquisti sigarette sfuse dagli ambulanti parlandogli nella loro lingua primitiva e loro sono felici perchè ti vuoi integrare e te la accendono gratis. Allora vengo rapito dalla parola prediciottesimo.

pre-diciottesimo

Insomma il destino mi ha formalmente introdotto al fenomeno dei prediciottesimi. Per chi avesse troppe cose da fare nella vita reale per accorgersi di questi capisaldi della cultura pop, i video per i prediciottesimi sono montaggi di fotografie e brevi video fatti a ragazzini in procinto di raggiungere la maggiore età, che li ritraggono mentre in pose suggestive ammiccano alla camera per mostrarsi maliziosi abbastanza per entrare nel mondo dei grandi. Mondo dei grandi che evidentemente è immaginato da queste persone come una sudatissima Gomorra dove mostrarsi nude e vestite da zoccole rumene è segno di raffinatezza e avere 40 kg in più del livello di obesità standard è considerato segno di benessere, fertilità e buon auspicio.

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Ne ho visti un buon numero, o almeno sufficiente per capire la dinamica standard. Questi ragazzetti vengono immortalati nelle location più assurde (montagna, campagna, ranch, soffitte, sentieri, super-io) con i vestiti della festa, e si presentano con sguardoni felini alla maggiore età, al mondo delle patenti B degli alcoolici di papà e della pornografia più matura.  Erica ha detto che più che Super Sweet Sixteen siamo il Paese del Super Sweet Sex-teen e forse non posso darle torto. Dice anche che più che il sabato del villaggio siamo alla nebbia agli irti colli. Io quando ho festeggiato i diciott’anni ero così fatto che ho cercato di strappare un limone alla cassiera del club che in realtà si è poi scoperto essere un manichino di Carmen Electra che reclamizzava una bibita alla frutta. Probabilmente faccio parte di un Medioevo grigio dove ottenere i 15 minuti di celebrità era una chimera oggi più raggiungibile di un pompino al cesso di una discoteca pomeridiana. Però tant’è. Condivido con voi solo una minimia selezione dei video migliori. Sappiatemi dire. O mandatemi i vostri. E tanti auguri.

Come ho sconfitto i Maya e salvato l’umanità dalle fiamme dell’inferno

“Non credi che questo sia un po’ troppo?” mi chiede perplessa la vicina di casa mentre danzo intorno a lei vestito solo di un copricapo maya. Improvviso una danza della fertilità fatta di parole tronche e tic facciali. Il bicchiere di terracotta con radici di pejote, semi di tabebuia chrysotricha e sangue di serpente mi guarda ancora intonso. Mi sfida. Completa il rituale, stronzo. Vediamo se hai le palle. Non ce l’ho fatta.

Previously, on (this):
Tutto è iniziato qualche giorno fa, quando ho capito che la minaccia della fine del mondo era una roba seria, da non prendere con leggerezza. Ho intravisto un paio di presagi (roba tipo il ritorno dell’anticristo in diretta su Canale 5 di domenica pomeriggio, il nuovo singolo di Trucebaldazzi, il secondo film dei soliti idioti, il Bologna corsaro al San Paolo di Napoli) e ho capito che era il caso di contrattaccare. Una roba tipo chuck norris in Invasion USA ma con meno uzi o sovietici e alcuni rituali ancora da sviluppare.

fine-del-mondo-mayaHo comprato tutti i libri di Giacobbo, ho visto ogni puntata di Mistero, ho seguito il twitter di Alberto Angela e nel dubbio ho visto pure un programma del cazzo chiamato Archimede dove spiegano la scienza con la stessa dovizia con cui un bambino down aggiusterebbe un reattore nucleare mentre recita l’ave maria al contrario. Mi sono sentito pronto ho acquistato della stagnola per farmi un cappello ed evitare che i maya mi leggessero in testa (nell’entusiasmo devo aver confuso i metodi anticomplottismo da bar) ho creato un piccolo altarino per imbonirmi Atahualpa e mi sono dato alla principale attività dei nativi centroamericani. Gettare vergini morte da altissime piramidi per baciare un po’ il culo alla madre terra.

Il problema principale è stato trovare vergini che avessero almeno 13 anni maledetta generazione di ninfomani succhiacazzi quindi ho ripiegato a mio vantaggio la regola e ho pensato che andava bene anche una che non scopasse da almeno 13 anni. Ho chiamato la vecchia del piano di sopra che ogni sera si guarda Sottovoce a volume inaccettabile e ho pensato che forse nessuno avrebbe sentito la sua mancanza. Ho preso un appuntamento per il giorno dopo e allora ho pensato mi faccio bello nel caso venga fuori che poi  le devi pure deflorare ste vittime sacrificali. Non ho niente contro la gerontofilia ma ammetto di aver passato un paio d’ore brutte a cercare biancheria che potesse piacere a una che quando aveva la mia età doveva scappare dai nazisti poi ho pensato che anche io sabato scorso son scappato dalla manifestazione di Casa Pound dove mi ero infiltrato per beccare giovanotte nostalgiche con personalità malleabile quindi ho detto va bene rimango così.

Ritorniamo quindi a me che improvviso una danza della fertilità però non del tutto certo che la cosa possa andare a buon fine anche perchè nel frattempo la vecchia si è presa bene e ora cerca di afferrarmi con scatti lentissimi alternati a colpi di tosse. Mi dice robe sporche mi vien da sboccare. Ripenso a quando da ragazzino volevo andare con una più grande per sentirmi un uomo vissuto cerco di tratteggiare mentalmente i contorni della più bella modella possibile dico lo faccio per l’umanità intera un giorno faranno un film su questa scena speriamo usino Colin Farrell per interpretare il mio ruolo. Alla fine la vecchia mi afferra il cazzo io ho un conato cado per terra e mi apro la tempia contro il comodino. Quando mi risveglio lei non c’è più il bicchiere di terracotta è vuoto prendo il telefono e leggo che in Nuova Zelanda è già il 21 dicembre è non è successo un cazzo di niente.

Ce l’ho fatta. Sono riuscito a salvare il mondo dall’Apocalisse imminente. Sono il nuovo presidente degli stati uniti in independence day che spacca il culo agli alieni usando una fine strategia e un paio di kamikaze proletari sono bruce willis in armageddon sono la tipa di dante’s peak e twister sono l’esercito americano che fa fuori godzilla sono lo spoiler che ti evita la visione di un film di merda sono l’elicottero che in jurassic park porta tutti via dall’isola.

Ho vinto io. E anche se non ricordo bene a che prezzo (ho segni di morsi sul collo e sulle gambe e le dita dei piedi sono gonfie e rosse) posso uscire là fuori e dirlo al mondo intero. E’ fatta. Ho vinto io.

Ho vinto io.

La sigla di Sottovoce irrompe dal piano di sopra e sovrasta i miei pensieri.

Stasera si festeggia.

Stasera non le busso con la scopa per farle abbassare il volume.

Stasera ho vinto io.

In realtà ho poco da dire

Conosco un tizio che paga per scaricare file musicali da internet. Si, paga. No, non mp3. Basi. Basi midi. Basi midi per karaoke. Paga per scaricare basi midi per karaoke. Si, esiste davvero.

Quando me l’ha detto mi ha fatto davvero incazzare. Quasi quanto i vicini di casa del piano di sopra che negli ultimi mesi mi svegliano scopandomi sulla testa. Metaforicamente. Ma neanche tanto.

Due settimane fa ai cigolii del letto sono seguiti una serie di colpi di tosse molto intensi. Credo non sia stata colpa del caffè troppo caldo.

Si, ecco, magari è un po’ surreale, però si, in questo momento risulto essere l’unico uomo sulla faccia della terra che si lamenta per esser stato svegliato da un pompino. Anche se il pisello in questione non era di mia competenza.

Comunque, per non lanciare accuse infamanti a caso, abito in zona mazzini in un viale alberato e se tu che leggi hai appena detto cazzo anche io allora cara amica si, sto parlando proprio di te. A proposito, per caso usi queste ginocchiere? No, perché mi hanno incuriosito molto.

Era un casino che non scrivevo, almeno cinque mesi, ma in realtà non me ne frega neanche un cazzo. Era solo per dire che andare a suonare in un locale di merda gestito da gente di merda che poi dopo che finisci di suonare ti chiede pure cinque euro a testa – si, i gestori chiedono i soldi ai musicisti – non so, a me farebbe parecchio incazzare.

Ecco, no, è successo, nemmeno ventiquattrore fa, e non so perché, forse per pagare la SIAE, forse perché la mamma del gestore è proprio una gran troia però ecco, mi ha fatto incazzare.

Che poi magari il coglione che paga per scaricare le basi midi di stocazzo da internet, ecco, magari lui va pure a fare la sua serata con lo schermo che colora il testo man mano che la canzone va avanti, correndo tra il pubblico lanciando microfoni alle peggio vacche cinquantenni che vanno a queste serate di merda.

Ecco, magari a lui, un trecento euro di rimborso ci scappano pure. In effetti, se ci pensi, ne ha spesi duecento  per le basi midi di merda.

E invece a quattro stronzi che fanno un po’ di casino e spendono gli unici soldi che hanno in alcol nel tuo locale di merda solo per farti incassare qualche soldo dato che di solito il tuo locale è più vuoto del cassetto dei preservativi di una suora, gli chiedi cinque euro a testa. Per suonare.

Cinque euro a testa per suonare in un locale. E meno male che la serata è andata bene. Ecco, niente di che, però mi ha fatto incazzare anche di più di quel coglione che compra le basi midi.

Tutto qui.

Comiziamoci

Campagna elettorale agli sgoccioli. In attesa di un improbabile arrivo di B in quel di Bologna, e prima dei comizi finali di venerdi prossimo, questo fine settimana propone un antipasto di tutto rispetto.

Sabato doppietta con Vendola e Grillo alla stessa ora in Piazza Maggiore, con annessa gara di sputi in faccia tra i militanti, e Domenica gran comizio di Umbertone Bossi e Giulio il tagliatore Tremonti.

Persone di dubbio gusto con dubbi abbinamenti

Chissà che sarebbe successo se tutti e tre i comizi si fossero svolti nello stesso giorno. Grillo che infama Vendola dicendogli che non ha ancora reso pubblica l’acqua della Puglia lasciando gli acquedotti alla Marcegaglia. Grillo che fa il ghigno a Bossi.  Vendola che intima a Grillo di non sproloquiare epiteti offensivi che non rispecchiano l’intelleto e le capacità umane dell’individuo all’interno della comunità insita. Bossi che fa il ghigno a Vendola e sbrodolandosi un po’ addosso continua a ripetere durooo con gutturali degni di Max Cavalera senza una corda vocale e mezzo. Che poi con quell’ictus che ha avuto gli vibra pure il dito medio, non oso immaginare come avrà il pistolino.

Il blues bianco è sempre stato tamarro

Prevista per la chiusura di comizio un lancio di Polenta ‘e osei da Palazzo d’Accursio con annesso striscione sul Nettuno con su scritto: il kebab piccante ficcatevelo in culo.

Fauna variegata dunque in Piazza Maggiore. Giovani che inviteranno al cambiamento tenendo sottobraccio Lotta comunista. Scimmiette urlatrici grilline che inviteranno i politici odierni ad andare affanculo perché tanto non contiamo un cazzo e le banche decidono tutto, i massoni sono al governo e i protocolli di Sion hanno già deciso il destino dell’umanità. Che cazzo protesti a fare allora?

Immancabili poi i militanti leghisti dai cognomi inequivocabilmente padani: Esposito, Taverniti, Semeraro.

Pare che Tremonti dal palco lancerà un asta per privatizzare i portici. Compratevi due arcate a testa e potremo risanare metà del nostro debito pubblico.

E qualcuno dica a Bob Maroni che il blues e il soul sono la musica dei neri.