Perché le serie tv hanno rovinato un’intera generazione

Ho smesso di scrivere per un po’ su questo blog grazie a una scommessa con un amico. Avevamo puntato 10 euro sul fatto che se avessimo interrotto per alcuni mesi ogni attività che avesse previsto l’utilizzo anche minimo del cervello saremmo finiti a commentare su Twitter l’eliminazione da Masterchef di un cuoco crudivegano e a commuoverci per le tragedie familiari snocciolate dai telegiornali generalisti. Ovviamente al tempo non potevamo sapere quanto spesso le due cose coincidano, ma è stata comunque un’esperienza fondamentale. Niente lettura, niente scrittura, niente musica, niente disegno, niente tempo per fermarsi un attimo e organizzare le idee. In sostanza, sedersi e guardare uno schermo.

Perché le serie tv hanno rovinato una intera generazione3

Pare infatti che nel 2015, chi non ha interessi particolari, voglia o tempo per coltivarne di nuovi, passioni generiche o solamente spirito di iniziativa, investa gran parte del tempo libero in una o più di queste attività:

1) Fare sarcasmo da quattro soldi sui social network commentando programmi tv, sfighe altrui, VIP, eventi di cronaca
2) Emulare ricette culinarie apprese dai cuochi in tv, nuovi punti di riferimento della cultura popolare che cavalcano furbescamente a rotazione l’onda del benessere, dell’etnico, del design a portata di mestolo
3) Guardare compulsivamente serie televisive di ogni genere, immedesimandosi in personaggi che guarda sembro io quando mi sono lasciata con Gianni / quando studiavo scherma medievale / quando spacciavo bamba ai ragazzini del Copernico.

Curiosamente tutte queste attività necessitano di un apparecchio televisivo ben sintonizzato e di una buona dose di ore vuote a lui dedicate. Dico curiosamente perchè nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una poderosa contestazione televisivo negazionista che ci ha fatto sentire almeno una volta la frase “non lo so, io la tv nemmeno ce l’ho a casa” (detta rigorosamente ad alta voce, per far si che tutti i presenti ne fossero al corrente). Questo mantra post berlusconiano dà forse il peggio di sé quando usato come incipit (“Premesso che io non ho la tv a casa..”), ma ovviamente ognuno è libero di acquistare gli elettrodomestici che preferisce.

Qui si vuole piuttosto sottolineare l’imbarazzante contraddizione di una generazione che vuole giustamente distaccarsi da Barbara D’Urso, i quiz e le veline ma al contempo si frigge il cervello a fare binge-watching di stagioni intere di una serie tv mentre fuori il mondo cerca disperatamente gente normale con cui ricostruire il concetto comune di decoro. Il problema della tv non è mai stato il livello medio delle trasmissioni, il problema della tv è da sempre il potere soporifero che ci rende tutti procrastinatori cronici. Che differenza c’è allora tra una Adalgisa qualunque che si spacca di Affari Tuoi, Buona Domenica e Porta a Porta e un giovane brillante designer con montatura spessa che si vede 8 puntate di fila di The Walking Dead e poi fa un richiamino con due di Better Call Saul?

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Capisco che la mia generazione abbia perso fiducia nel grande schermo quando ha capito che i modelli di vita proposti e le situazione di vita quotidiana ritratte erano tutto fuorchè realistiche, ma da qui a immedesimarsi in modelli più realizzabili come spacciatori di meth, avvocati senza scrupoli, nerd figarepellenti, dottori in amore e sbirri schizofrenici ce ne passa. Se oggi guardiamo con fatica un film di tre ore ma siamo capaci di vederci 5 puntate di fila di The Wire è solo perchè Hollywood ha alzato troppo il tiro con la sua presunzione e i suoi ritmi e temi non ci rappresentano più.

Guardate cosa ci ha fatto con il mare. Chiunque si ritrovi a nuotare a centro metri dalla riva (per chi nuota nell’Adriatico, si consideri una distanza minima di 500 mt) non vedrà più i suoi piedi. Il buio. Reazione immediata? Mente che ritorna alle decine di film con animali feroci che nuotano in cerchio aspettando di assaggiarci e camera mentale che passa alla prospettiva del predatore, intento a osservare quelle belle gambe grassottelle che zampettano in controluce.

Peggio ancora ha fatto con i temporali. Tuoni e fulmini sono per Hollywood il preludio a intrusioni di assassini, ladri o ad andar bene di risate malvagie. Se poi salta la corrente si cerca già il coltello da cucina. Idem per le cantine buie e i vicoli di periferia, troppe volte teatro di incontri fatali. Un immaginario condiviso rovinato per sempre dalle psicosi e sindromi di abbandono di sceneggiatori ansiosi e paranoici.

Perché le serie tv hanno rovinato una intera generazione

Questo per dire che se la gente non sa più quanto costa un biglietto del cinema, di un concerto o di un volo continentale ma conosce almeno 12 siti su cui guardare in streaming prodotti a bassa definizione, possiamo davvero dire di essere migliori di chi (forse più onestamente) aspetta che film e serie tv vengano inserite nel palinsesto? Da avido consumatore di prodotti seriali non posso dare un giudizio, quello che mi viene però da evidenziare è l’attegiamento snobbistico di chi fa finta di non capire che essere cultori di serie tv non ci rende intellettuali (no, The Newsroom e Frasier sono solo un po’ più complessi di altri dove si ammazzano a spadate). Leggere i libri da cui sono tratte tantomeno, dal momento che avendo già visto la trasposizione viene meno l’aspetto di immaginazione dei volti dei luoghi e delle voci che internamente sviluppiamo quando leggiamo un libro non ancora portato in sceneggiatura.

Le serie tv non sono il nuovo teatro, dove le star si riciclano per dimostrare quanto valgano in realtà. Spacey, Bacon, Roth e compagnia danzante non hanno accettato il passaggio a questo format perché l’attore dimostra il proprio valore sul lungo periodo seriale, ma solo perché ora è lì che ci sono i soldi. E la grande truffa del nuovo millennio è far pensare ai telespettatori (perché questo si rimane, anche se si usa un MacBook Air Retina da 258 pollici) di essere migliori di Adalgisa. I cui gusti televisivi faranno pure cagare ma almeno sa tirare la sfoglia da Dio e conosce il segreto di una buona stiratura dei colletti. Quanti di noi possono dire lo stesso?

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3 pensieri su “Perché le serie tv hanno rovinato un’intera generazione

  1. Mo’ potrei scriverti che il mio blog campa di serie tv, ma tu argomenti bene ed in maniera intelligente, quindi, seppur brevemente, voglio dirti che, anche se in parte si può essere d’accordo con te, oggi le serie tv hanno certamente raggiunto un livello cinematografico. E non solo in quanto a budget,ma in quanto a cura di personaggi, ambientazioni,fotografia, regia, attenzione ai dettagli.
    Poi,ovviamente, la fruizione è personale, e le cose possono piacere o meno,ma è innegabile che negli ultimi 10 anni il genere ha fatto un salto di livello notevolissimo.Perfino in Italia,con Boris prima e con Romanzo Criminale Gomorra poi.
    Io continuo a leggere, e ad andare al cinema (negli ultimi 10 giorni ho rivisto in sala Tempi Moderni, La Trattativa e Barry Lyndon), ma poi, davanti a Sky, la mia dose di Trono di Spade, House of Cards e True Detective, non me la toglie nessuno.
    In ogni caso, mi piace come scrivi e ti seguirò! Buon lavoro.

    • Ciao Otello, anche io sono ormai un avido consumatore di serie, ed è proprio per questo che il tono era provoca(u)torio. Apprezzo tu ne abbia colto le sfumature, se hai delle dritte su nuove produzioni di valore io sono qui

      • Ti devo confessare che avevo letto male un passaggio e, rileggendolo, posso dire che sottoscrivo il post.
        Anche perché io sono uno di quelli che la aspetta in tv (salvo poi fare il compulsivo con le maratone blu ray), se no che la pago a fare Sky?

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